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Scuole pubbliche battono cassa. Il contributo non è obbligatorio, ma volontario

La denuncia di Federconsumatori

ROMA – Sono arrivati assieme alle domande di iscrizione alle scuole anche i famigerati bollettini.

Quelli fatti passare come una sorta di tassa obbligatoria, ma che in verità sono un contributo esclusivamente volontario. E spesso accade, come denuncia il portale skuola.net, che a rimetterci siano proprio   i genitori che spesso ricevono un trattamento discriminatorio e gli alunni che rischiano di veder calare il loro voto in condotta..
Quindi non ci sarà da meravigliarsi se qualche dirigente scolastico finirà per essere denunciato alla Procura della Repubblica per abuso di ufficio. Perchè questa prassi è illegale e su questo non vi sono dubbi.

La denuncia di Federconsumatori e Adusbef esprime al meglio lo sdegno di questa situazione tutta italiana:

“Troviamo inaccettabile il comportamento assunto da alcuni Istituti nei confronti degli alunni le cui famiglie non possono permettersi di pagare i contributi scolastici “volontari”, che raggiungono anche importi di 250-300 Euro”, dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef.   
“Secondo quanto ci segnala Skuola.net, infatti, sono moltissimi i  genitori che denunciano veri e propri ricatti messi in atto dagli istituti scolastici.
Le minacce nei confronti di chi non paga tali contributi vanno dalla non accettazione della domanda d’iscrizione all’anno successivo alle ripercussioni sul voto in condotta (che, lo ricordiamo, fa media con gli altri voti e può compromettere la promozione).
Il Ministero della Pubblica Istruzione, interpellato a tale proposito, ha confermato che “il mancato pagamento dei contributi non può in alcun caso comportare il diniego della frequenza scolastica, in quanto ciò lederebbe il diritto allo studio costituzionalmente garantito.”
Chiediamo al Ministero, quindi, di adottare provvedimenti concreti e di non limitarsi alle declamazioni nei confronti degli istituti che avanzano minacce in tal senso.
Qualora qualcuna di queste scuole non dovesse sospende reimmediatamente o mettere in atto le azioni minacciate, inoltre, agiremo per via legale nei confronti degli istituti e del Ministero stesso.
“Non ammetteremo nessuna discriminazione nei confronti delle famiglie che non sono in grado di provvedere al pagamento di questi onerosi contributi, oltretutto volontari.”

Insomma la risposta è abbastanza chiara e non ha bisogno di ulteriori commenti.

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