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Appuntamento  mercoledì 29 febbraio ore 16 al Pantheon. Partecipano Camusso, Bonanni e Angeletti

ROMA – “Troppo è troppo. Adesso basta, vogliamo posti di lavoro e giustizia sociale”. Ottantaquattro sindacati europei riuniti nella Ces scendono in piazza in tutta Europa, con iniziative le più diverse, dallo sciopero alla manifestazione, ai presidi. Una giornata “ storica” dicono i dirigenti della Confederazione europea, un punto di partenza per rafforzare  e dare continuità alla mobilitazione dei lavoratori. Le politiche dei governi e delle strutture tecnocratiche che, di fatto hanno esautorato il Parlamento , l’unico organismo  europeo elettivi,  sempre più dimostrano la incapacità e la inadeguatezza ad affrontare un crisi che viene da lontano e non dà segni di ripresa. Anzi:proprio mentre la recessione colpisce il vecchio continente  Consiglio europeo, Bce, emano direttive che deprimono le economie. La Grecia è un esempio chiaro del fallimento delle scelte europee orientate dalla Germania. Proprio alla vigilia del vertice dei capi di governo, una “ due giorni” per approvare il nuovo Trattato sulla stabilità dei Bilanci Angela Merkel vede dissolversi la sua maggioranza. Le misure concordate per sostenere la Grecia sono state approvate solo grazie al voto dei socialdemocratici e dei Verdi. E’ in questo quadro che i sindacati europei sbottano, il “ troppo è troppo”

Cgil, Cisl, Uil: giovedì nuovo incontro con il governo

E in Italia Cgil, Cisl, Uil  sulla base del “ manifesto “ europeo chiamano i lavoratori e i pensionati ad una manifestazione che avrà luogo mercoledì 29 febbraio alle ore 16 al Pantheon con l’intervento dei tre segretari generali, Camusso, Bonanni e Angeletti. Un’occasione di mobilitazione anche alla luce del nuovo confronto fra parti sociali e governo previsto per giovedì quando si discuterà degli ammortizzatori sociali, un punto centrale della riforma del mercato del lavoro. “Più crescita, più investimenti pubblici, più dialogo sociale, più rispetto dell’autonomia delle parti sociali nella contrattazione collettiva- dice la Ces- per la salvaguardia dell’occupazione, a partire da quella giovanile e femminile, per la difesa dei salari, dello Stato sociale e dei diritti del mondo del lavoro, promuovendo l’indissolubile collegamento tra le misure di stabilità e crescita in un contesto di equità sociale che deve necessariamente caratterizzare idee ed azione di una Unione Europea politica e non solo monetaria, oggi più che mai necessaria”. Obiettivi che Cgil, Cisl, Uil hanno indicato come prioritari anche in una lettera  inviata al presidente del Consiglio,  al Presidente della Camera, Gianfranco Fini, al Presidente del Senato, Renato Schifani e al Presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz esprimendo “contrarietà e perplessità” in merito al Trattato sul Patto di Bilancio come unica risposta alla crisi economica. La “Dichiarazione” su occupazione e crescita, varata lo scorso 30 gennaio dal Consiglio Europeo- affermano- appare come un timido segnale, insufficiente per un concreto bilanciamento dei fattori e sembra concentrarsi esclusivamente, e in maniera troppo rigida, su obiettivi di stabilità trascurando il fattore della crescita”. “Nel caso italiano – si legge nella lettera – si dovrà tagliare ogni anno di un ventesimo il debito eccedente il 60% del PIL che produrrà tagli del 3% del PIL annuo pari a circa 45 miliardi di euro.”  

Cgil: mobilitazione per superare le ambiguità del governo

rDal canto suo il Direttivo della Cgil ha approvato a larghissima maggioranza un documento in cui si sottolinea che occorre “spingere il negoziato con il governo verso una positiva conclusione che noi consideriamo utile e possibile. Serve superare le ambiguità della trattativa e serve, a  sostegno di questa impostazione, avviare un’ ampia e immediata fase di informazione e mobilitazione delle categorie e delle strutture territoriali.” Il direttivo ha deciso di convocare per lunedì 5 marzo l’assemblea straordinaria delle Camere del Lavoro In merito all’articolo 18 sul quale ogni giorno piovono intervento a raffica per manometterlo, ultimo in ordine di tempo l’ad della Fiat, Marchionne, la Cgil ancora una volta sottolinea che “ è falso si tratti di una particolarità del nostro Paese rispetto al resto d’Europa”.  L’art.18 dello Statuto dei lavoratori è “una norma di civiltà inderogabile il cui valore va oltre la tutela del licenziamento ingiustificato e costituisce un deterrente verso ogni altro possibile abuso.” Si dichiara “ indisponibile ad intervenire su questi principi “mentre conferma “la disponibilità al confronto su proposte per una drastica riduzione dei tempi dei processi.”

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