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ROMA – La poetessa milanese Alda Merini negli ultimi anni della sua vita non ha lesinato le comparsate in tv lasciando all’onnivora memoria del pubblico televisivo un’immagine eccessivamente parziale della sua personalità.

Con Il tormento delle figure, Elisa Pavolini, autrice e interprete unica della rappresentazione in scena al Teatro Trastevere fino al 4 marzo, ci restituisce tutta la complessità della poetessa, scomparsa quasi ottantenne, nel 2009. E fortunatamente soffoca il tema pur affascinante della presunta pazzia della donna, che ha contribuito all’immagine un po’ stereotipata della Merini come di donna ai margini della società. Tema che tuttavia affiora nelle parole dell’interprete grazie ai passi ripresi dalle Lettere al Dottor G., una raccolta di prose ed epistole indirizzate allo psichiatra Enzo Gabrici che la tenne in cura.
L’argomento principale dell’opera è invece l’amore, o meglio, gli amori di Alda, fonte di quel tormento evocato dal titolo. Nel flusso di coscienza che Elisa Pavolini rivolge alla platea vengono rievocati i tanti amori consumati in fretta e dimenticati a fatica dalla poetessa, la sua generosità nei confronti degli uomini che ha incontrato e che ha stretto sul suo corpo, dando voce al loro bisogno infantile di essere amati, le sue passioni vissute al limite del misticismo.

Il tormento viene restituito al pubblico tanto dalla recitazione quanto dalla messa in scena curata dal regista Mario Schittzer. L’estrosa Elisa Pavolini ricorda Alda Merini addirittura nella fisicità e nella potenza della voce, che ricama anche dei versi di alcune canzonette sentimentali degli anni ’30 e ’40. L’angoscia della poetessa emerge anche grazie all’illuminazione contrastata del palcoscenico sul quale l’abile attrice si veste e si spoglia in continuazione. Come a voler sottolineare i tumulti dell’autodafé che ha portato in scena, riappropriandosi e liberandosi dei dolori che evoca con sofferente distacco.

Ritratto di signora. Il tormento delle figure. Omaggio ad Alda Merini
Di e con Elisa Pavolini
Regia Mario Schittzer
Costumi di Mariella D’Amico
Assistente alla regia Arianna Di Pietro
Al Teatro Trastevere di Roma dal 28 febbraio al 4 marzo

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