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DAMASCO  – Dopo 26 giorni di bombardamenti l’esercito siriano riprende il controllo del quartiere di Baba Arms, nella città di Homs.

Secondo la tv Al Jazira sarebbero almeno 47 morti. Esponenti della Commissione generale della Rivoluzione siriana parlano di 10 giovani giustiziati dall’esercito proprio nel quartiere della rivolta. Mentre l’Alto Commissario Onu per i diritti umani, Rupert Colville, riferisce di 17 esecuzioni. Secondo l’ONU le vittime civili in Siria potrebbero essere più di 7.500.

“Siamo allarmati dalle notizie che sono arrivate dal distretto di Baba Amro a Homs e secondo cui vi sarebbero state almeno 17 esecuzioni particolarmente macabre” ha dichiarato Rupert Colville . “Ricordiamo alle autorità le loro responsabilità in base al diritto internazionale”, ha proseguito. “È essenziale che non vi siano rappresaglie, esecuzioni sommarie, torture o detenzioni arbitrarie. Già sono stati commessi abbastanza crimini in Siria negli anni passati”.

Dopo la decisione di Londra di ritirare il suo personale dell’ambasciata per motivi di sicurezza. Anche se i rapporti diplomatici fra i due paesi non cesseranno. Oggi è il turno anche della Francia. Il presidente francese Nicolas Sarkozy ha dichiarato che chiuderà la sua ambasciata in Siria a causa delle violenze del Governo di al-Assad nei confronti dei ribelli. In occasione della conferenza stampa in seno al summit europeo di Bruxelles, Sarkozy ha dichiarato la volontà della Francia di potenziare il sostegno nei confronti dei ribelli se le Nazioni Unite daranno il via libera. “Non è in discussione un’azione diretta o indiretta senza che il Consiglio abbia stabilito le condizioni legali per la zona umanitaria, per la consegna delle armi all’opposizione o per i corridoi”.  “È frustrante vedere che i morti aumentano” ha aggiunto, “Tutti i dittatori, un giorno, pagheranno per le loro azioni”.

Anche David Cameron, premier britannico, ha pronunciato parole di condanna verso il regime siriano: “Il regime criminale siriano deve rispondere di crimini contro l’umanità perché responsabile della repressione nel Paese”. Il Ministro degli Esteri, Giulio Terzi, assicura che l’Italia lavora affinché venga adottata una tregua umanitaria onde consentire l’accesso ai convogli umanitari.  “Reiteriamo il più forte appello alle Autorità siriane affinché pongano immediatamente fine ad ogni forma di repressione violenta e violazione dei diritti umani, e permettano l’ingresso in Siria degli aiuti umanitari internazionali e la loro distribuzione nelle zone colpite per alleviare le sofferenze della popolazione”, ha dichiarato il Ministro dopo l’approvazione, appena avvenuta a Ginevra, della Risoluzione del Consiglio dei Diritti Umani sulla situazione in Siria.

Ma da Ginevra arrivano anche prese di posizione diverse. È il caso della Cina che si è dichiarata contraria a sanzioni unilaterali contro la Siria. Rispondendo alle accuse dell’ambasciatrice Usa all’Onu, Eileen Chamberlain, quando ha affermato che Cina, Russia e Cuba hanno scelto di stare “nel lato sbagliato della Storia”. “Le sanzioni unilaterali sono controproducenti” lasciano sapere da Pechino. E in ogni caso “Questo tipo di accuse contro la Cina sono infondate e inaccettabili”, ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Hong Lei. “L’ONU deve lavorare in modo obiettivo, giusto e non selettivo” ha concluso.

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