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ROMA – Adusbef e Federconsumatori si sono esercitate in complessi calcoli sul debito pubblico, quello che affligge il nostro paese a tutti i cittadini.

Hanno fatto un calcolo su quanto, allo stato, grava su ognuno di noi, neonati compresi e cosa ci si potrebbe acquistare. Vediamo: una macchina di grossa cilindrata, una cucina di design, forse l’anticipo per un piccolo appartamento. Se ogni italiano potesse “spendere” il debito pubblico che grava sulle proprie spalle potrebbe realizzare almeno uno di questi sogni, visto che ormai l’Italia e’ arrivata alla cifra di 1.935.829 euro, vale a dire 32.300 euro per ciascuno, neonati compresi.

Le due associazioni dei consumatori assegnano al governo Monti un record in negativo:  negli ultimi 15 anni, ha registrato la piu’ consistente crescita mensile del debito pubblico, pari a 15,4 miliardi. Da febbraio 2011 a gennaio 2012 il debito pubblico e’ passato da 1.875,917 a 1.935,829 euro, con un aumento di 59,912 miliardi. Pertanto, solo nell’ultimo anno, l’aumento del carico per ciascuno dei 60 milioni di residenti, neonati compresi, e’ stato pari a 998 euro (a 32.300 euro), mentre per ciascuna famiglia l’onere e’ cresciuto di 2.723 euro a circa 88mila euro. . Ma sotto il governo Monti , appunto, si ‘ arrivati  a quasi 15,5 miliardi di euro al mese  “ un record difficilmente superabile”. Come affrontare il problema dell’enorme debito? Adusbef e Federconsumatori dicono che si deve ”passare per la vendita dell’oro e delle riserve di Bankitalia, non piu’ necessarie a garantire la circolazione monetaria, la lotta agli sprechi ed alla corruzione, i tagli dei privilegi ovunque siano annidati, il tetto agli stipendi dei manager pubblici, la sostituzione delle auto blu in tutti i settori (nessuno escluso) con l’abbonamento ai servizi pubblici di trasporto locale e nazionale, la riduzione dei finanziamenti pubblici ai partiti”.

Per rilanciare l’economia in recessione, le due associazioni affermano che ”occorre finalizzare almeno il 50% dei prestiti triennali di 251 miliardi di euro, che le banche hanno ricevuto dalla Bce al tasso dell’1%, costituendo un fondo straordinario per ridare ossigeno alle famiglie ed alle imprese strangolate, ad un tasso non eccedente il triplo, introdurre l’accisa mobile sui carburanti per impedire un surplus fiscale (ben 4 miliardi di euro negli ultimi anni incassati dallo Stato), congelare l’aumento dell’Iva previsto dal 1 ottobre dal 21 al 23% ed i rincari dell’Iva intermedia che vanno a gravare sui beni di prima necessita”’.

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