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CITTA’ DEL MESSICO – Una lunga scossa sismica di magnitudo 7,4 (dapprima era stata diffusa la notizia che fosse di 7,6) gradi della scala Richter ha colpito lo stato messicano di Guerrero (Pacifico Centrale), in una zona situata ad est di Acapulco.

L’epicentro è stato localizzato a sudovest di Ometepec. A Città del Messico la scossa ha seminato il panico tra gli abitanti. Su twitter il sindaco della città Marcelo Ebrard ha detto che il sisma non ha provocato problemi alla rete idrica o altri «servizi importanti», «non ha visto gravi danni materiali, l’aeroporto e la metropolitana funzionano infatti normalmente. Non ci sono danni nelle scuole, né al sistema degli acquedotti o della metropolitana». Gli edifici sono stati evacuati sia ad Acapulco che a Città del Messico, e si sono registrate scene di panico tra la gente che si è riversata in strada, per il timore di nuove scosse. In un primo momento si era parlato di una scossa di intensità 7,9 gradi della scala Richter. Non è stato diffuso l’allarme tsunami.

 

Nella capitale – situata a 300 chilometri circa dal luogo colpito dal sisma – le linee telefoniche si sono interrotte e sono stati registrati alcuni danni agli edifici.

 

La scossa ha avuto una durata di circa 5 minuti ed è stata registrata a 20 m di profondità.

 

Al momento la telefonia mobile non funziona ed il servizio di corrente elettrica è stato interrotto. Intanto il segretario del Governo Alejandro Poirè afferma che si stanno compiendo sopralluoghi per verificare la situazione, ma che attualmente  non sono state riportate informazioni di danni gravi, né di vittime.

 

Un secondo terremoto di 4,8 gradi della scala Richter è stato registrato mezz’ora più tardi rispetto al primo. L’epicentro è stato individuato questa volta a 47 chilometri a sud ovest di Tlaxiaco, nello stato di Oaxaca, sempre sulla costa pacifica, ma a grande distanza da dove è stato registrato il primo, questo secondo quanto ha informato il Servizio sismologico nazionale. 

 

«Questa zona è considerata una delle più pericolose al mondo e in linea teorica, sulla base di calcoli di probabilità, non si può escludere che nell’arco di 500-1.000 anni possa essere colpita da un terremoto di magnitudo superiore a 9», osserva il sismologo Salvatore Barba, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). Dal 1900 ad oggi sono avvenuti in questa zona sette terremoti di magnitudo superiore a 7 e due di magnitudo superiore a 8. Ad originarli, così come ad originare il sisma di oggi, è il momento della placca di Cocos, relativamente piccola dal punto di vista geologico ma che si estende sotto l’intera America Centrale, che scivola sotto la placca di Panama alla velocità di 9 centimetri l’anno. A spingerla è la grande placca del Pacifico.

 

Momenti di ansia si sono avuti alla Casa Bianca quando si è diffusa la notizia della forte scossa di terremoto in Messico, dove attualmente si trova in vacanza la figlia maggiore del presidente Barack Obama, Malia. La ragazza «è sana e salva e non è mai stata in pericolo», ha poi assicurato la portavoce della First Lady Michelle Obama, spiegando che la tredicenne si trova ad alcune centinaia di chilometri dalla zona epicentro del sisma.

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