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“The lady”: Aung San Suu Kyi, l’amore per la libertà. Recensione. Trailer

ROMA – Dopo aver inaugurato l’ultima edizione del Festival internazionale del film di Roma, arriva nelle sale italiane The Lady, il biopic sul Premio Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi.

Dell’attivista birmana, la sceneggiatrice Rebecca Frayn e il regista Luc Besson hanno raccontato i dieci anni che cambiarono la sua vita: da tranquilla madre di famiglia di Oxford a oppositrice non violenta del regime militare di Myanmar e detenuta politica, vittima della repressione del suo Paese in isolamento dal resto del mondo. Nel film non trova spazio solo la dimensione pubblica dell’ “orchidea d’acciaio” come fu ribattezzata dal Times, ma entra anche la sua dimensione più intima. E non poteva essere diversamente visto che lo spirito di abnegazione con cui Aung San Suu Kyi ha condotto la sua battaglia ha condizionato profondamente la sua vita privata. Questo decennio, dal 1988 al 1999, si conclude con la morte del marito dell’eroina birmana, l’accademico di Oxford Michael Aris. Al suo capezzale è circondato solo dall’affetto dei due figli: sua moglie non può lasciare Rangoon perché rischierebbe di non poterci più rientrare come desiderano invece i generali dell’esercito.

L’operazione che Besson ha messo a punto con questo film è meritoria anche se The Lady sconta complessivamente i limiti di un film biografico: comprimere dieci anni in 120 minuti era arduo e il risultato è un affastellamento di fatti tutti salienti, quasi senza soluzione di continuità. Le difficoltà maggiori che gli autori hanno incontrato erano legate al reperimento delle informazioni sull’eroina birmana e sul Paese asiatico. «Su Aung San Suu Kyi sono stati scritti pochi libri – ha spiegato in conferenza stampa Luc Besson – lei era agli arresti già da undici anni quando cominciammo il film. Le notizie sulla sua vita le abbiamo raccolte dalla famiglia di suo marito, dai figli ma anche dai rapporti di Amnesty International e Human Rights Watch e da circa duecento ore di filmati giornalistici».
La star del cinema asiatico Michelle Yeoh – da cui è partita l’idea di girare il film – ci regala un’interpretazione eccezionale vista la somiglianza naturale con la protagonista al punto che «alcune comparse birmane si inginocchiavano al suo cospetto scambiandola per la vera San Suu Kyi», ha ricordato divertito il regista. Il Premio Nobel non ha ancora visto il film, «lo farà quando si sentirà più forte», ha rivelato Besson riportando le parole dell’ultimo incontro con San Suu Kyi. E per la prima volta nella sua carriera da cineasta il regista di Leon e Nikita ha benedetto la pirateria: «Naturalmente The Lady non uscirà in Birmania ma per fortuna sta circolando nel Paese con un alto numero di copie pirata: ha battuto ogni record di download».

The Lady
Con Michelle Yeoh, David Thewlis, Jonathan Raggett e Jonathan Woodhouse
Regia di Luc Besson
Sceneggiatura di Rebecca Frayn
Prodotto da Virginie Besson-Silla e Andy Harries

The Lady – trailer

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