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Alitalia, Atitech, Argol. Cassaintegrati al ministero: ennesimo muro di gomma. LE FOTO

ROMA – Prima davanti al Ministero dei Trasporti, poi tutti alla Regione Lazio per urlare ai quattro venti: ci siamo anche noi. Questa  è la cronaca di una delle tante giornate di lotta dei cassaintegrati Alitalia, Atitech e Argol. Migliaia di persone che un tempo in strettissimo contatto tra di loro producevano ricchezza nel settore del trasporto aereo, prima che gli dessero il “benservito”.

E tante di queste persone, una volta terminata la Cassaintegrazione, si ritroveranno con un pugno di mosche in mano, senza lavoro, senza soldi e senza nessun tipo di ammortizzatore sociale.  Ormai  è chiaro la parola “riassunzione” sembra sia stata censurata da una politica incapace di dar seguito alle sue promesse,  rispettando un accordo siglato a Palazzo Chigi nel lontano 2008. Accordo che si è trasformato in una sorta di muro di gomma, dove le risposte non arrivano mai anche battendo i pugni sul tavolo come stanno facendo da anni migliaia di lavoratori e  lavoratrici che chiedono quello che è stato loro negato: il lavoro.

Nel frattempo la Regione Lazio ha convocato un tavolo per avviare una discussione, ma la soluzione non sembra essere così vicina. Dal  prossimo anno molti degli ex dipendenti Alitalia saranno in mobilità, altri andranno ad aumentare le fila dei disoccupati. Quelli dell’Atitech attendono una ricollocazione che non è mai arrivata. Quelli dell’Argol chiedono alla Regione l’anticipo dell’assegno di cassaintegrazione che non è ancora arrivato. Ma non solo. Denunciano una situazione al limite della sopportazione. “Dopo i 10.000 licenziamenti che la categoria ha subito nella privatizzazione della ex-Compagnia di Bandiera- ha detto Massimiliano Caputo rappresentante Cisl lavoratori Argol- siamo arrivati addirittura al paradosso dei licenziamenti degli operai dell’Argol che, dopo 20 anni di servizio, in barba alle normative vigenti, sono stati sostituiti da Alitalia-Cai con personale precario. È ora di dire basta allo sfruttamento in atto”.

Fotp di Aldo Feroce
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