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Confindustria. Vince Squinzi, battuto il “ falco” Bombassei

ROMA – Tutti, ora, negano. Ma in Confindustria non regna certo l’armonia, la pace dei sensi. Giorgio Squinzi, il presidente designato dalla Giunta ha avuto 92 voti, il suo avversario Alberto Bombassei  (Brembo) 82.

Una decina di imprenditori ha preferito non votare. Come avviene nelle migliori famiglie sorrisi e strette di mano, congratulazioni e impegni di collaborazione. Tutti amici dopo una delle più combattute battaglie  per la presidenza di Confindustria. Squinzi dice che sarà il presidente di tutti. Sarebbe stato strano se avesse dichiarato che sarà un presidente di parte. Bombassei si dice soddisfatto  perché Squinzi ha dichiarato di essere anche il “suo” presidente e che il programma del neo designato conterrà quello che lo sfidante ha proposto. Il patron della  Mapei non ha mancato di aggiungere un tocco di sportività. Appassionato di calcio e di ciclismo, ha detto con il sorriso a quattro mascelle: “Ho avuto la maggioranza e sono molto contento  in termini sportivi ce l’ho messa tutta, ho vinto sul filo di lana, ho fatto come Oscar Freire, (il ciclista spagnolo, tre volte campione del mondo, ndr) che veniva fuori negli ultimi 50 metri e batteva tutti». Sulla Fiat il patron di Mapei ha spiegato: «Non so che margini di ricomposizione ci siano, ma cercherò ogni tentativo per riportarla in Confindustria».

Spaccatura verticale mascherata dai sorrisi

Il voto della Giunta, fuori dalle comprensibili “meline” e dei sorrisi e strette di mano d’occasione, rappresenta una spaccatura verticale che rispecchia l’andamento del lungo dibattito nelle associazioni territoriali e di categoria come da qualche anno non avveniva. I “ saggi” che  gestivano la corsa alla presidenza nel passato erano stati n grado di proporre un solo candidato. E’ vero che non sono mancate le sorprese . E’ accaduto anche che chi veniva dato per certo  perdesse la corsa. Questa volta si è arrivati sul filo di lana. I saggi hanno dovuto proporre al voto due candidature. Marcegaglia che lascia così la presidenza non aveva avuto avversari, sbaragliando il campo ancor prima che si chiudesse la partita. Squinzi, vicepresidente dell’Assolombarda, patron della Mapei, una azienda chimica con stabilimento a  Sassuolo, è anche presidente della locale squadra di calcio che si sta battendo brillantemente nel campionato di serie B.

Sarà per affinità di passione calcistica, è un tifoso del Milan, quasi un ultrà, che  Squinzi ha avuto il sostegno di Confalonieri, leggi Mediaset, leggi Berlusconi. Mapei è un gruppo non quotate in Borsa leader nella produzione mondiale di adesivi e prodotti chimici per l’edilizia, impiega oltre 6000 persone in 59 stabiliomenti sparsi nel mondo di cui 9 in Italia. E’ stato presidente di  Federchimica, sostenuto nella sua campagna elettorale da Emma Marcegaglia in prima persona, ha avuto la maggior parte dei voti nel Centro-sud.oltre a quelli dell’Assolombrada. Suo grande elettore Aurelio Regina, industriali romani.   

Una sconfitta per Marchionne e Montezemolo

Il suo avversario Alberto Bombassei è considerato un “falco”, l’ala dura di Confindustria. Il gruppo di cui è proprietario è specializzato in sistemi frenanti. La sede legale della società si trova a Bergamo; l’azienda conta oltre 5.300 dipendenti in Italia, con filiali in Brasile, Cina, Giappone, Messico, America del Nord, Polonia, Spagna, Svezia e Regno Unito. Possiede i  marchi: Brembo, AP, AP Racing, Marchesini, Sabelt, ByBre e Breco. Da presidente di Federmeccanica se lo ricordano bene i sindacati e i lavoratori. Aveva il sostegno pieno di Marchionne, l’ad di Fiat, il quale aveva dichiarato che se fosse stato eletto il “bomba” sarebbe potuto rientrare in Confindustria. Anche Montezemolo, di cui è stato vicepresidente in Confindustria, lo ha sostenuto in linea con la casa madre Fiat. Ha avuto il sostegno di Piemonte, Friuli, Emilia, quasi tutto il Veneto e buona parte della Lombardia, Assolombarda esclusa. Bombassei ha impostato tutta la campagna elettorale attaccando la gestione di Marcegaglia, sia per le politiche portate avanti sia per la gestione della organizzazione che, a suo parere, dovrebbe essere radicalmente cambiata. Squinzi ha sostenuto una linea più soft anche per quando riguarda la gestione avendo buon gioco nei confronti di Bombassei che è stato il vice di Marcegaglia e che aveva tutte le carte in mano per affrontare problemi che ha scoperto solo in campagna elettorale Per  le relazioni sindacali il “bomba” si è fatto portavoce della linea dura di Marchionne che vede come il fumo negli occhi la contrattazione nazionale. Squinzi a proposito del Lingotto  ha spiegato: «Non so che margini di ricomposizione ci siano, ma cercherò ogni tentativo per riportarla in Confindustria». Ora si attende  il 19 aprile quando  il presidente designato presenterà la squadra di «governance» e il programma. In particolare molto appetibile è la carica di presidente dell’editoriale del “Sole-24 Ore” cui punterebbe Marcegaglia. L’elezione vera e propria avverrà invece il 23 maggio, nel corso dell’assemblea privata degli industriali. Il debutto pubblico ci sarà il giorno successivo alla presenza di alcuni ministri. Il nuovo presidente resterà in carica fino al 2016.

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