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Il piccolo comune in Provincia di Roma cercava 3 professionalità (su 7 dipendenti): sono tutti parenti degli assessori

 

MARANO EQUO (RM) – Succede che anche un piccolo paese della provincia di Roma, piazzato sul cucuzzolo di una montagna a poche decine di chilometri dal confine con l’Abruzzo, abbia la sua parentopoli. Non si parla delle oltre 800 persone che hanno trovato calore e conforto nelle larghe braccia delle romane Atac ed Ama, ma di appena 3 nuovi assunti in un comune la cui pianta organica fino a poche settimane fa contava appena 4 dipendenti.

Tutto questo accade a Marano Equo, paesotto collinare della Valle dell’Aniene a 60 km dalla capitale, appena 803 anime. Nell’ambito della revisione della pianta organica, infatti, il sindaco Franco Tozzi lo scorso anno bandì un concorso per la ricerca di 2 vigili urbani ed un 1 operaio per la manutenzione. Al ‘concorsone’ si sono presentate un totale di 70 persone, circa 60 per le selezioni in polizia municipale e i rimanenti per il ruolo di manovale. A vincere i concorsi sono stati Marco Tilia, Antonella Veglianti e Francesco Loreti. Chi sono? Manco a dirlo: Marco Tilia è il nipote per parte di marito dell’assessore al Bilancio Rosa Franciosi, Antonella Veglianti è addirittura la moglie di Biagio Tomassi, assessore al Personale, mentre Francesco Loreti è il cognato dell’assessore alla Cultura, Mario Innocenzi. Ben 3 assunti con parentele piuttosto strette con altrettanti assessori, tenendo presente che la giunta comunale è composta da 5 elementi, sindaco compreso. Insomma: in proporzione, una percentuale ben superiore allo scandalo avvenuto nella Capitale.

Nella cittadina tutti sanno ma in pochi parlano. Qualcuno però ha attaccato sui muri della città alcuni manifesti goliardici dove si denunciava la piccola ‘parentopoli’ e dove si chiedevano spiegazioni al sindaco Franco Tozzi, che per il momento ha preferito rimanere in silenzio. Si sa, che a volte in paesini così piccoli le cose passano in cavalleria. Ma nell’era digitale, “ogni mondo è paese” o, come dicono a Marano “ormai è storia: le possibilità sono riservate a pochi eletti e ai loro parenti”.

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