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Mercato del Lavoro. Camusso batte Monti 2 a 0

ROMA – La riforma del mercato del lavoro si sposta a Cernobbio, al forum di Confcommercio. Parla Monti ed è il gelo. La platea non applaude. Quanto va dicendo il presidente del Consiglio  non è ben accetto.  Parla Susanna Camusso, segretario generale della Cgil e riceve due applausi da una assemblea composta certamente non da bolscevichi, comunisti, estremisti.

Sono le parole e il tono a raggelar l’uditorio. Praticamente Monti dice a chiare lettere che lui  non tiene in alcuna considerazione le forze sociali. Ancora più grave, incredibile verrebbe da dire, una affermazione di cui dovrebbe prendere nota anche il Presidente della Repubblica. “Qualunque sia l’esito di questo governo – dice – che mi auguro sia positivo, non cercherò il consenso che non ho cercato fino ad adesso”. Se non si era capito ribadisce:” A differenza degli altri uomini e donne politici e politiche non ho cercato questa posizione.” Insomma manda in soffitta la coesione sociale che invece Confcommercio ritiene importante ai fini della ripresa del Paese. Infine spiega il significato di quel “salva intese” che accompagna l’approvazione del disegno di legge varato dal Consiglio dei ministri. A quei   giornalisti, appiattiti sempre e comunque, che avevano osannato Monti perché con quelle due parole apriva a possibili emendamenti da parte del Parlamento, a chi invece intendeva che c’erano ancora possibilità di revisione del testo prima dell’invio alle Camere, Monti ha chiarito: “ Significa “salvo intese” fra i membri del governo e il capo dello Stato”.  

Il  disegno di legge non aperto a interventi esterni

Chiarisce ancora che sul disegno di legge non ci sono varchi aperti.” Esclude categoricamente che “ forze  importanti che abbiamo ascoltato ma esterne al governo, possano in qualche modo intervenire. Si tratta di un “processo di affinamento di un testo complesso che non è aperto a contributi esterni” e con queste parole mette a tacere anche quei ministri che avevano osato avanzare critiche e giudizi non proprio in linea con l’operato di Elsa  Fornero. Polemizza con Maroni  che aveva criticato il  suo operato e, finalmente, Monti si decide a prendere le distanze, però solo verbalmente rispetto al governo Berlusconi.  “Maroni che è stato un autorevole ministro del precedente governo e porta pesanti responsabilità della situazione che oggi si deve affrontare – ha detto – non può credere a quello che ha detto.”

“L’unica cosa che è stata facile- ha affermato- è stato invertire il corso del precedente governo e abbiamo ritirato il ricorso del governo contro la decisione della giustizia amministrativa che si era opposta. Insomma abbiamo chiuso quegli strani dipartimenti a Monza. Purtroppo crediamo con questo di avere fatto opera squisitamente meritoria sul piano del consenso e della osservanza della Costituzione, ma dal beneficio economico molto modesto”.

Il premier: sono stato chiamato per rimediare a danni decennali

Poi per bilanciare la stoccata a Bersani e Alfano: “Credo che io sia stato chiamato per rimediare ai mali derivati nel corso di decenni da molte occasioni di ascolto come questa –  ha detto Monti – nelle quali chi governava è stato reso talmente sensibile ai problemi delle diverse categorie ed ha tanto cercato di venire incontro a quei problemi per avere poi un consenso che ha finito per prendere decisioni che non hanno poi tenuto presente l’interesse generale”. “Non faccio osservazioni puntuali a quanto hanno detto Alfano e Bersani, perché – ha precisato con una battuta velenosa-conosciamo il comune intento e anche le divergenze – ha aggiunto -. Siamo consapevoli che stanno sacrificando alcuni interessi di alcune categorie e anche alcune visioni del mondo che hanno”.

Per  Monti niente applausi, silenzio assordante

Chiude il discorso dicendo che  dalla crisi non si esce in cinque mesi o in un anno. Qualche  giorno fa aveva detto che si stava uscendo dalla crisi. Ma lasciamo perdere. A Monti interessava sottolineare che “non è richiesto credetemi un prolungamento di una situazione politica atipica ma teniamo basse le aspettative, il Paese non è in situazione in cui si possano fare promesse”. Pensava  di raccogliere l’applauso della platea di Conf commercio. Niente. Silenzio, assordante, tanto che per rompere un clima di tensione che si è creato ha detto: “Sono sicuro che questi silenzio significhi un grande applauso”. No, era proprio silenzio mentre tante parole venivano pronunciate, sempre a Cernobbio, ma anche in interviste e dichiarazioni.

Pranzo” sociale” del premier con Camusso, Bersani, Alfano

Per Monti, prima di partire per il viaggio in Asia, non è stata una buona giornata . Solo la colazione offerta dal presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, una specie di pranzo sociale ad alto livelloha alleggerito una atmosfera pesante. Nella veranda di Villa d’’Este con il premier  pranzano  Susanna Camusso che siede alla sua destra, il vicesegretario del Pd, Enrico Letta. Poi arrivano Bersani e Alfano, Francesco Rivolta direttore di Confcommercio,,il ministro Gnudi, il banchiere Profumo,  Ferruccio De Bortoli, non poteva mancare. Di che si è discusso ? I partecipanti non rilasciano interviste.

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