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Teatro Parioli. “Non ce ne importa niente”: sofisticate e divertenti Sorelle Marinetti. Recensione

ROMA –  I mitici anni Trenta, quando l’emancipazione femminile incontrò il mondo della canzone e della rivista.

Non tutte le ragazze dell’epoca restavano rinchiuse in casa ad ascoltare la radio: c’era anche chi passò dall’altra parte del microfono, come il Trio Lescano. Per omaggiare le tre sorelline olandesi e tutte le donne che finalmente indossarono i pantaloni, Nicola Olivieri, Marco Lugli e Andrea Allione  si sono messi la gonna e sono diventate le Sorelle Marinetti, un trio vocale che sembra essere uscito dagli studi dell’Eiar di Torino. Il loro spettacolo “Non ce ne importa niente” è in scena a Roma al Teatro Parioli-Peppino De Filippo dal 23 al 25 marzo.

Con il sostegno dell’Orchestra Maniscalchi, le tre sorelle Mercuria, Turbina e Scintilla ci riportano indietro negli anni, quando l’autarchia del regime fascista fagocitò anche il mondo della cultura e della musica nostrana italianizzando, ad esempio, il cognome troppo audace della star Wanda Osiris con la caduta della “esse” finale o quando promosse gli abbonamenti radiofonici per arrivare meglio nelle case del popolo. Già, la radio. L’unico strumento di evasione domestica per le ragazze di quel tempo insieme ai paginoni dei rotocalchi sulla “donna moderna”. I loro amori e il loro desideri rivivevano nelle canzoni dell’epoca, nella struggente storia del Pinguino innamorato o nello sfacciato motivetto Il silenzio è d’oro. Le ugole delle Sorelle Marinetti le rispolverano cinguettando all’unisono nel canto armonizzato, proprio come il Trio Lescano, con tanto di mossettine e innocenti ammiccamenti al pubblico. Ognuna di loro segue un registro vocale diverso, dal più acuto al più grave, e danno vita ad un’unica linea armonica. Mercuria, Scintilla e Turbina ricamano uno spettacolo sofisticato ma allo stesso tempo divertente, alternando alla leggerezza dello swing il ricordo dei grandi personaggi di quel decennio: da Gorni Kramer a Isa Miranda a Judy Garland, omaggiata con un delizioso Over the rainbow cantato a cappella e in italiano. Fino a un curioso e felice matrimonio tra canto armonizzato e pop moderno di un’icona del trasformismo, Cher.
Il merito dell’operazione va senz’altro ai tre attori e cantanti che si sono calati perfettamente nella parte, ma anche ai due cervelli dell’intero progetto: l’autore Giorgio Bozzo, impegnato in un’opera di rivalutazione del repertorio musicale degli anni ’30, e Christian Schmitz, il pianista del quartetto jazz dell’Orchestra Maniscalchi.   

Teatro Parioli-Peppino De Filippo
Le Sorelle Marinetti in
“Non ce ne importa niente”
Con l’Orchestra Maniscalchi
Testi di Giorgio Bozzo
Regia di Max Croci
Arrangiamenti, trascrizioni e direzione d’orchestra di Christian Schmitz

Fino al 25 marzo

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