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Monti, l’Italia è con me. Ma i pensionati uniti manifestano contro la riforma

ROMA – Ora Monti  legge anche nella mente degli italiani. Da Tokyo  ci fa sapere: “ Ho l’impressione che la maggioranza degli italiani percepiscano questa riforma del lavoro come passo necessario nell’interesse dei lavoratori”.

Ma la sua “ sfera di cristallo” evidentemente è appannata, ha bisogno di una ripulita. Tutti i sondaggi mostrano che  gli italiani sono a grande maggioranza contrari alla manomissione dell’articolo 18”. Poi afferma che “ nonostante alcuni giorni di declino a causa delle nostre misure sul lavoro  questo governo sta godendo un alto consenso nei sondaggi, i partiti no” anche perché noi siamo una “breve eccezione. In realtà non si tratta di “ alcuni giorni” perché il declino  è costante a partire da quello del ministro Fornero, in discesa rapida. Il premier ha quasi dieci punti in poco più di un mese e gode ancora di un onda lunga dovuta al fatto che finalmente Berlusconi se ne è dovuto andare, quel cavaliere che , sempre da Tokio, Monti  non ha mancato ancora una volta  di elogiare . “Non è facile trovare un sistema politico dove il primo ministro non chiaramente sconfitto in Parlamento decida di ritirarsi”. Quasi non sapesse che Berlusconi è stato costretto ad andarsene sia perché il Paese, anche il suo partito, non lo sopportava più sia perché l’Europa non poteva permettersi un capo di governo privo di alcuna credibilità. Quanto allo scarso consenso dei partiti francamente si tratta  di una affermazione a dir poco ingenerosa, visto che lui è presidente del Consiglio perché  tre partiti lo hanno votato. Siccome lo sa forse un po’ più di rispetto e un po’ meno di arroganza sarebbe  il meno che si possa chiedere.

Camusso.il Paese non  disponibile a licenziamenti facili

Non va giù a Susanna Camusso il fatto che Monti parli a nome della maggioranza degli italiani. Il segretario generale della Cgil, senza sfere di cristallo: “Le tensioni sociali sono già evidenti. Il Paese è attraversato da scioperi e mobilitazioni e ciò dimostra quanto “non sia disponibile ad avere una riforma che permette licenziamenti facili, discriminatori, delle persone più deboli”.  “Credo che nessuno possa impedire al Parlamento di decidere legittimamente – prosegue-quali sono i testi finali che voterà rispetto al testo, tutt’ora non noto, che dovrebbe arrivare in Parlamento. Credo che non sia mai stato in discussione che il Parlamento approverà la riforma, il tema in discussione è come la cambia.”La decisione dei metalmeccanici della Uil di proclamare quattro ore di sciopero per protestare contro la riforma del mercato del lavoro che si vanno ad aggiungere alle 16 decise dalla Cgil è un segno di una mobilitazione sempre più vasta. Non è un caso che, quasi in contemporanea con la nuova sortita di Monti ,arrivi  la solita nota della Commissione dell’Unione europea che elogia l’operato del governo e fa pressione perché  il testo che peraltro non c’è ancora ,venga rapidamente approvato . La riforma-afferma la Commissione Ue- “consente di trovare un equilibrio migliore tra la flessibilità in entrata e in uscita dal mercato del lavoro”.

Bersani_ “O politici o tecnici”
Pierlugi Bersani,  da Lisbona dove ha incontrato il leader dei socialisti portoghesi avverte Monti “O politici e tecnici convincono insieme il paese o sotto la pelle del paese ce ne è abbastanza per prendere a cazzotti politici e tecnici”. “Non sono un costituzionalista – proegue il leader del Pd parlando della riforma dell’articolo 18 – ma credo che chiunque veda che un problema di costituzionalità c’è. Serve attenzione su come fanno le norme e una correzione in Parlamento

 

Dall’Oriente una serie di uscite infelici del premier

Nella serie “uscite infelici” del presidente del Consiglio in particolare ce n’ è una che davvero merita l’assegnazione dell’Oscar.Dice Monti:”Sono fiducioso  sul fatto che la riforma del lavoro passerà, anche perché l’esempio delle pensioni mi lascia ben sperare” ed inoltre “credo nella persuasione”.  Già le pensioni: dopo  uno sciopero, per Monti, in tono spregiativo, “uno scioperetto”, poi il voto di fiducia strappato al Parlamento il quale non aveva alternative. E ora, “ merito” del premier, dopo tre anni  d da separati in casa,Cgil, Cisl e Uil, il 13 aprile a Roma, daranno vita ad una manifestazione unitaria contro «l’intervento disastroso sulle pensioni», per il nodo della «platea di esodati», e sul «tema delle ricongiunzioni onerose». L’annuncio è stato dato da Susanna Camusso. La Cgil aveva già programmato una manifestazione per il 17, ora la anticipa per dar vita ad una iniziativa unitaria che si annuncia molto partecipata. Il ministro del Lavoro a proposito degli “esodati” ripete che a giugno sarà preso un provvedimento senza peraltro dire di che si tratta. Indiscrezioni rivelano che Fornero starebbe cercando risorse per una sorta di assegno di disoccupazione.  Insomma carità pelosa nei confronti di chi subisce una ingiustizia .La prof non si non si era accorta che  i colpiti dal  prolungamento dell’età pensionabile non erano poche migliaia. Dal ministero del Lavoro infatti si faceva sapere che si trattava al massimo di cinque ,seimila  persone. Poi cominciavano ad uscire numeri veri e si arrivava a centomila. Ora si parla quasi quattrocentomila lavoratori. Insomma per una professoressa che bacchetta tutti non è proprio un bel vedere.

350 mila senza lavoro e senza pensione
Ma la vicenda pensione di cui Monti e il ministro si vantano non  provoca danno solo agli  “ esodati”. Afferma Vera Lamonica- segretaria confederale della Cgil- che ogni giorno che passa diventa più chiaro ed evidente quanto la riforma delle pensioni sia profondamente iniqua, priva di qualsiasi gradualità, pensata e fatta esclusivamente per fare cassa”. Non importa poi che a pagarne i prezzi siano le donne, i giovani, i lavoratori, i pensionati per noi- prosegue però, la partita delle pensioni non è chiusa. È urgente affrontare subito la drammatica situazione di quelle lavoratrici e quei lavoratori che si trovano oggi senza lavoro, con gli ammortizzatori sociali conclusi o in via di conclusione, senza reddito e lontani dalla pensione. Così come va risolta l’assurda situazione di chi, pur avendo versato i contributi in gestioni previdenziali diverse, si vede costretto a sborsare cifre elevatissime per far valere e riunificare la contribuzione versata”.Per tutti questi motivi manifesteremo a Roma, tutti insieme.”

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