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Alta velocità: il governo motiva, il territorio risponde

ROMA – Questa mattina la Camera ha approvato la mozione unitaria per le iniziative volte a finanziare le opere e gli interventi previsti dal piano strategico per il territorio interessato dalla Tav Torino Lione.

Il testo è stato approvato con 390 voti favorevoli, l’astensione dell’Idv e un solo voto contrario, quello di Fabio Granata di Fli.  E’ interessante se non importante ai fini della comprensione di ciò che sta accadendo sul fronte di questa “assurda contesa”, cercare di capire l’atteggiamento dello stesso governo Monti che nei primi giorni del marzo scorso ha licenziato un documento in cui si prodigava nella spiegazione che lo hanno indotto a mantenere determinazione e rigidità decisionale sui lavori riguardanti appunto il tratto dell’alta velocità sopra citato.  

Si tratta di un testo scritto con metodo “Marzulliano”, dove si risponde a 14 quesiti che lo stesso governo aveva proposto. L’approssimazione di tale documento è stata evidenziata dallo stesso Massimo Zucchetti, Ingegnere nucleare, (con un Dottorato di ricerca in Energetica e varie altre qualifiche non certo di secondo piano, nonché collaboratore del Il Fatto Quotidiano) attualmente Professore Ordinario del Politecnico di Torino dove insegna “Sicurezza e analisi di rischio”. Sarebbe probabilmente lungo e ingeneroso ripetere integralmente le considerazioni fatte dal Prof. Zucchetti, ma riteniamo sufficiente riprendere il senso di ferma critica supportata da studi specialmente rivolti all’argomento ambientale, da Lui ripresi sulla questione dell’alta velocità ed in risposta, sia pure indiretta, al testo governativo.

Zucchetti non mette solo in risalto la grave situazione che si presenterà a livello di impatto ambientale quanto le conseguenze che produrranno i lavori di scavo di rocce. Per anni è stato affermato che non vi fossero pericoli di trovare sostanze pericolose, ed oggi siamo invece a fare i conti con rocce contaminate da amianto. Il governo parla di misure cautelative per lo smarino amiantifero che sono assolutamente insufficienti. Esistono dati e stime sui valori di rischio verso questa sostanza e sono discordanti e ben distanti da quanto afferma nel Suo documento lo stesso governo Monti che indica nel valore del 5% la presenza di un tenore di rischio basso mentre il limite di legge lo fissa senza incertezze sullo 0,1%.  Si inventano quindi alibi fantascientifici gli Amministratori e gli abitanti della Valle?

I sindaci che si oppongono alla realizzazione dell’opera e il movimento NO TAV sono quindi passati al contrattacco ribattendo sugli stessi punti affrontati dal documento licenziato dal governo. La “risposta” è stata presentata ieri (giovedì 29 marzo, ndr.) a Torino nella tenda allestita dai NO TAV di fronte al palazzo della Giunta regionale. Tra i firmatari, oltre ovviamente agli Amministratori dei Territori in questione, si trovano i nomi di Claudio Cancelli e Angelo Tartaglia, Docenti del Politecnico di Torino, ai quali si è associato il presidente della Società Italiana di Metereologia, Luca Mercalli.  Gli argomenti addotti parlano di impatto ambientale, salute, ricadute occupazionali sovrastimate che richiederebbe comunque una manodopera altamente specializzata. I punti sono stati ribattuti e il lavoro svolto attraverso un metodo di confronto e non di puro contrasto ideologico o utilitaristico. Del resto ci risulta impossibile non tener presente il contenuto già espresso da tempo da Zucchini e da altri professionisti esperti della materia. Più volte abbiamo fatto riferimento a ben altre necessità (o forse addirittura “obblighi”) che il governo italiano può aver assunto da anni verso la Comunità europea o paesi che ne fanno parte. Ci resta difficile comprendere il rifiuto al ricorso di un arbitrato “neutrale” che sgombrerebbe ogni tipo di dubbio. Ma la macchina della Giustizia sembra essere la sola che procede a passo spedito.  L’esito sarà tutto da valutare, specialmente per quella ventina di fascicoli che la Procura di Torino è stata costretta ad aprire sulla base delle denunce di attivisti NO TAV che hanno riferito di aver subito violenze e maltrattamenti da parte delle forze dell’ordine. Conosciamo il vizio atavico della Nostra beneamata macchina della giustizia e non ci vogliamo illudere che questa possa raggiungere risultati eclatanti, specialmente in quest’occasione.

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