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ROMA – Era il 17 aprile del 1944 quando ebbe luogo il rastrellamento del Quadraro  un’operazione militare tedesca effettuata  ai danni della popolazione dell’omonimo quartiere situato alla periferia sud di Roma, durante la seconda guerra mondiale.

L’Ufficiale delle SS Herbert Kappler infatti, deciso nel voler dare un’altra lezione al popolo romano, dopo quella delle Fosse Ardeatine del 24 marzo, decide di organizzare in tutta segretezza il piano Unternehmen Walfisch (in italiano Operazione Balena).  Il piano prevedeva il rastrellamento e la deportazione in Germania di circa un migliaio di persone. Questo si concretizzò con un’azione militare massiccia la mattina del 17 aprile del 44 appunto al Quadraro. I ‘rastrellati’, selezionati tra i 16 e i 55 anni  furono ‘arruolati’ come ‘operai italiani volontari per la Germania’,  furono deportati in Germania e in Polonia e costretti a lavorare nei campi di concentramento. Questi prigionieri  insieme a molti altri ricordati successivamente come ‘gli schiavi di Hitler’, furono trasformati in ‘lavoratori volontari’ facendo loro firmare, con la forza, un impegno scritto in lingua tedesca.
Molti di loro non sopravvissero neppure all’arrivo degli Americani e dei 947 deportati, solo la metà tornò al Quadraro.
Per ricordare o meglio non dimenticare  questo dramma sociale anche quest’anno al Quadraro si festeggerà  la ‘primavera della resistenza romana’.  Si farà attraverso il tavolo ‘Q44’  nato appositamente per promuovere e organizzare iniziative  che ricordino il rastrellamento del quartiere  e  lo si farà  attraverso  l’arte, la musica, la cultura.

Per tenere viva la memoria di questo episodio sono scesi in campo la Provincia di Roma e i Municipi X e VI della capitale.
Il presidente del X Municipio Sandro Medici e il minisindaco del VI Municipio Giammarco Palmieri hanno stigmatizzato il disinteresse totale da parte delle istituzioni. “Nonostante siamo pezzi importanti di questa città abbiamo trovato indifferenza da parte del Campidoglio nei confronti di questa manifestazione”. “Questa è un’iniziativa che nasce dal territorio e dalle sue forze sociali e che serve per mettere in contatto la Resistenza con le ‘Resistenze’ moderne perché la guardia non deve essere mai abbassata così come la memoria deve essere sempre tenuta viva”.

Anche Nicola Zingaretti ha sottolineato l’importanza della manifestazione affermando:  “Non lo facciamo solo per i cittadini del Quadraro ma per rafforzare la cultura e la storia della capitale e per ricostruirne la memoria”.

A partire da oggi  dunque sarà il logo ‘Q44’ a fare da ‘cappello’ a tutte le iniziative che si organizzeranno per ricordare quella data. Inoltre quest’anno, il 68simo anniversario di quella giornata sarà dedicato a Sasà Bentivegna, da poco scomparso,  e il cartellone degli eventi sarà organizzato in collaborazione con il  ‘Teatro Valle Occupato’,  dove i lavoratori sono barricati dallo scorso 14 giugno.

Gli occupanti del Valle  hanno dichiarato in proposito: “La definizione del Quadraro di ‘borgata ribelle’ ci appartiene  e per questo volevamo ricreare quell’atmosfera di resistenza nelle strade del quartiere dando voce ai racconti della gente e alle persone che hanno lottato per la democrazia. Abbiamo pensato ad un percorso itinerante, con installazioni artistiche, sonore e visive, nei vicoli. Il pubblico verrà accompagnato da narratori e sarà così ricreato quel che successe il 17 aprile del ’44”.

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