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Monte dei Paschi di Siena. Profumo vuole cambiare rotta

SIENA – Oggi doveva essere il giorno in cui in nuovo Cda della Banca Monte dei Paschi avrebbe dovuto salutare la stampa. Così non è stato. Dura sorte per la prima uscita ufficiale del neo presidente Alessandro Profumo, che ha dovuto fare i conti con il terremoto giudiziario che ha travolto la Banca.

L’inchiesta, che ha tenuto impegnati gli uomini della Guardia di Finanza per ben 15 ore, era stata studiata in tutti i suoi minimi particolari. 38 ordini di perquisizioni  che hanno portato a 64 accessi, 4 indagati e 6 città oggetto di controllo da parte dei finanzieri.

Nella tarda serata di ieri, mentre le fiamme gialle, acquisiti i documenti, che saranno analizzati dal Nucleo valutario della GdF, lasciavano l’istituto di credito, Rocca Salimbeni si  trasformava in un vero e proprio set televisivo. Telecamere, microfoni, taccuini, giornalisti, operatori, ma anche cittadini e ex dipendenti, i cosiddetti “ex montepaschini”, sono accorsi davanti all’ingresso della sede storica della Banca più antica d’Italia.
Un’atmosfera surreale. Molti i senesi che stentavano a ancora a credere che Mps, cuore pulsante della città di Siena pilastro per infrastrutture, imprese e famiglie, motore dell’economia toscana potesse essere nel mirino degli inquirenti, alla ribalta delle cronache nazionali e internazionali per presunti “reati di manipolazione del mercato e ostacolo alle funzioni delle autorità di vigilanza in relazione alle operazioni finanziarie di reperimento delle risorse necessarie all’acquisizione di Banca Antonveneta e ai finanziamenti in essere a favore della Fondazione Monte dei Paschi”.

Stamattina il primo a prendere la parola è stato Alessandro Profumo. Cosciente che le preoccupazioni da parte dei 31 mila dipendenti siano predominanti, la priorità era rassicurare gli animi. Con fermezza ha precisato: “L’indagine non rallenterà il lavoro del Cda, ma anzi lo accelererà. E’ nel nostro interesse collaborare con la magistratura nel segno della massima trasparenza affinché l’indagine possa concludersi nel più breve tempo possibile. Il nostro obiettivo è chiaramente quello di un riposizionamento sul mercato. Abbiamo le idee chiare sulla modalità di lavoro che sarà diverso rispetto a quanto fatto fino ad oggi perché diverso è il mondo nel quale ci muoviamo. Essere antichi non significa essere vecchi quanto, casomai, avere capacità di guardare lontano”.
Poche le dichiarazioni in merito all’acquisizione di Antonveneta, Profumo si è limitato a dire: “sapere oggi se il prezzo con cui Mps acquistò Antonveneta nel 2008 era troppo alto oppure troppo basso sarebbe come fare 13 alla schedina il lunedì. Oggi è del tutto inutile pronunciarsi, con il senno di poi, su quella transazione di cui non conosco i dettagli. E’ comunque totalmente sbagliato valutare ex post l’acquisizione di una banca per capire se è avvenuta a un prezzo alto o basso”.

Novità per quanto riguarda la presentazione del nuovo piano industriale. La data di presentazione è prevista per metà giugno. Ad affermarlo l’amministratore delegato Fabrizio Viola: “il piano industriale vuole far leva su quegli aspetti positivi che la Banca ha, partendo dai 6 milioni di clienti e dalle loro esigenze. Inevitabile che si persegua anche una maggiore efficienza operativa nella considerazione che capitale, liquidità e redditività sono le tre variabili da prendere in esame”.
Presidente e Amministratore delegato si sono mostrati concordi nel sostenere che non guardano al passato, sottolineando: “il passato non ci da’ alcun valore aggiunto, non ci esercitiamo su questo”.

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