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OSTIA – Un battesimo al ruolo di lido di Roma illustrato dal dirigibile tra cielo, terra e mare. E meno di un secolo dopo, le acrobazie delle Frecce Tricolori a rallegrare le giornate sulla spiaggia di centinaia di miglia di romani.

E’ piena di foto, curiosità, aneddoti e di storie di luoghi la rassegna che si inaugura lunedì 28 maggio e che animerà sino al 3 giugno “Approdo alla lettura 2012” in piazza dei Ravennati, al Pontile di Ostia. L’iniziativa, curata dalle edizioni “Il Librario”, si intitola “Ostia vista dall’alto” ed è accompagnata dal nuovo volume dello stesso titolo scritto dal giornalista Giulio Mancini con la consulenza scientifica di Oreste Albarano e la collaborazione dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione del Ministero per i beni e le attività culturali.

Saranno sessanta le foto esposte su pannelli che racconteranno in cinque capitoli la storia di Ostia, sin dalle costruzioni costruite sulla duna fino ai giorni nostri. Suggestive e proposte in esclusiva, le immagini esprimono la crescita della cittadina costiera, sviluppatasi in un desiderio di riscoperta del mare di Roma e nella valorizzazione turistica. Si tratta di documenti unici, di pregio storico e valore sociologico, elementi che tracciano l’evoluzione urbanistica ma anche infrastrutturale e ambientale del Mare di Roma.
I fotografi a bordo di dirigibili, idrovolanti, elicotteri e persino aerei acrobatici contribuiscono a dare di Ostia un colpo d’occhio eccezionale. Dai primi rudimentali stabilimenti balneari alle case e, contemporaneamente, i servizi pubblici. In una foto straordinaria del 1925 nei pressi della stazione si riconoscono i cantieri di due strutture pubbliche: il Palazzo del Governatorato e la chiesa di Regina Pacis.  Straordinaria e per certi versi dominata dal disordine, la crescita urbanistica documentata già nella copertina dove all’inquadratura della Posta centrale del 1936 si contrappone quella del 2003, con l’edificio monumentale assediato dal cemento.

“Ostia vista dall’alto” documenta anche il suo storico rapporto con il volo. Il capitolo dedicato all’Idroscalo alla foce del Tevere ne descrive la curiosa casualità nella nascita, datata 1919, e l’importante funzione rivestita per Roma, collegata sino al 1943 con ben undici diverse destinazioni del Mediterraneo. La più distante era quella di Gibilterra, raggiungibile dopo ben 14 ore e mezza di navigazione aerea. Sarà l’Idroscalo il teatro di due grandi eventi popolari dell’epoca: l’ammaraggio di Francesco De Pinedo  di ritorno dalla trasvolata atlantica del  16 giugno 1927 e l’arrivo dello stormo di 26 idrovolanti capeggiati da Italo Balbo nella crociera del decennale conclusasi il 12 agosto 1933 davanti a 75 mila spettatori. Il leader futurista Tommaso Marinetti, sistematosi sulla sommità di Tor San Michele, fece da straordinario radiocronista di quell’evento.
Il 3 giugno sul lungomare si svolgerà l’Air Show e “Ostia vista dall’alto” dedica  un intero capitolo alla sua storia. Dal battesimo della più grande rassegna aeronautica nazionale, avvenuto l’8 maggio 1988, sino all’edizione del Giubileo, con aneddoti e curiosità raccontate in prima persona dal padre dell’evento, Carmine Di Furia, riuscito a entusiasmare punte di un milione di spettatori. Le spettacolari foto delle Frecce Tricolori in volo sul Lido e di Ostia vista dalla cabina degli aerei acrobatici, sono occasione di grande emozione inedita.    

“Ostia vista dall’alto” è anche uno strumento di comprensione di un fenomeno che ha caratterizzato l’industria balneare nell’ultimo trentennio: l’erosione marittima. Le foto riprese in quota, anche attraverso i satelliti, illustrano l’arretramento della linea di costa sin dal 1957,  marcando dagli anni ’80 la linea di allarme per il crollo dei manufatti e delle strade.
La mostra, aperta dalle 9,30 alle 22,00, dal 28 maggio al 3 giugno è ad ingresso libero.

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