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Terrorismo. Arrestati 10 anarchici Fai. In manette il teorico rivoluzionario

ROMA –  Questa mattina il blitz  scattato contro gli anarco-insurrezionalisti della Federazione Anarchica Informale e del Fronte Rivoluzionario Internazionale in tutta Italia ha portato all’arresto 10 persone, durante l’operazione “ardire”.

Le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal gip del Tribunale di Perugia nei confronti dei maggiori esponenti dell’organizzazione, accusata di aver effettuato i più recenti attentati con pacchi o buste esplosive in Italia e all’estero. Le indagini puntano ora a individuare gli autori dell’attentato all’ad della Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi.

Per ora gli arrestati sono accusati di associazione con finalità di terrorismo ed eversione; dell’ideazione e organizzazione degli attentati del dicembre 2009 all’Università Bocconi di Milano e al Cie di Gradisca d’Isonzo (Go); dell’organizzazione e dell’esecuzione degli attentati del dicembre 2011 contro il direttore generale di Equitalia a Roma, la Deutsche Bank di Francoforte e l’Ambasciata greca di Parigi.
Sono state, inoltre, eseguite oltre 40 perquisizioni in tutta Italia, nei confronti di altri 24 anarchici indagati a piede libero. Coinvolti anche due anarchici detenuti in Svizzera e Germania.  Sono sei gli anarco-insurrezionalisti greci indagati dalla magistratura perugina. Tra questi c’è «Olga», cui era stato dedicato il volantino che aveva rivendicato l’attentato contro Adinolfi. Il generale Ganzer ha, infatti, parlato di «provata saldatura con i movimenti anarchici greci». E ha spiegato che il gruppo era pronto a utilizzare «sia bombe sia armi da fuoco» per attentati.  Il gip di Perugia, nell’ordinanza con cui ha disposto gli arresti, definisce Fai/Fri come «un’associazione sovversiva articolata in più cellule decentralizzate che si relazionano in modo informale anche attraverso l’utilizzo della rete internet». Tra i «possibili obiettivi» del gruppo, si legge ancora nell’ordinanza, anche «l’Eni e la Finmeccanica», «le
istituzioni universitarie» e «le principali istituzioni bancarie, come Unicredit».

In manette è finito anche  Stefano Gabriele Fosco, considerato uno degli ideologi della rete anarchica insurrezionalista. L’uomo, 50 anni,   è stato arrestato nella città toscana stamani insieme all’ex compagna Elisa Di Bernardo, 36 anni. Fosco era da tempo tenuto sotto stretta osservazione anche dalle forze dell’ordine di Pisa, città nella quale risiedeva, proprio per la sua militanza anarchica e per il suo ruolo di ‘teorico rivoluzionariò. La coppia, a lungo legata anche sentimentalmente, si era separata da poco e manteneva solo contatti legati all’attività politica.
Entrambi, secondo gli inquirenti, provengono dall’area dell’anarchismo verde che a Pisa portò nella primavera del 2002 alla fondazione del circolo Il Silvestre, decapitato poi nel 2006 quando furono arrestate dieci persone e tra queste anche il leader Costantino Ragusa e la moglie Silvia Guerini, tuttora detenuti perchè sospettati, insieme allo svizzero Luca Bernasconi, di un tentato attacco contro il centro di ricerche Ibm di Ruschlikon, ai quali gli anarchici pisani più duri non hanno mai fatto mancare attestati di solidarietà. La sede del circolo, in via del Cuore a Pisa, chiuse i battenti proprio in seguito a quell’operazione e si spostò temporaneamente a Ivrea per poi tornare nel centro storico di Pisa circa due anni fa anche se con un altro nome. Il ritrovo è frequentato da un ristretto gruppo di persone costantemente tenute sotto controllo da polizia e carabinieri.

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