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Egitto. Parlamento illegittimo. E’ caos nel paese


IL CAIRO – L’elezione dell’intero Parlamento egiziano è «nulla» e dunque l’assemblea verrà sciolta. Lo riferisce la tv di Stato egiziana su quanto deciso dalla Corte Costituzionale, che oggi ha definito incostituzionale la legge elettorale egiziana. Inizialmente si era detto che la Corte aveva invalidato l’elezione di un solo terzo dei membri del Parlamento, ma poi è arrivato il colpo finale.

 

Insomma lo sperato dopo Mubarak tarda ad arrivare.  La Corte ha ritenuto incostituzionali alcuni articoli della legge elettorale sull’attribuzione dei seggi uninominali, inizialmente riservati a dei candidati
indipendenti ma che un accordo fra esercito e forze politiche aveva allargato anche ai rappresentanti dei partiti: un emendamento ritenuto dal tribunale discriminatorio nei confronti degli indipendenti.

Il sistema uninominale riguarda solo un terzo dei 508 seggi, mentre il rimanente viene attribuito mediante un sistema di liste: la Corte ha tuttavia stabilito che l’intero Parlamento – e non solo i deputati eletti in base al sistema uninominale –  deve ritenersi illegittimo aprendo la strada alla ripetizione del voto. Le elezioni politiche avevano visto la vittoria dei Fratelli Musulmani, principale organizzazione islamica, ma anche dei salafiti di Al Nur, seconda forza in Parlamento.

Secondo fonti militari il Consiglio Supremo dell’esercito – al potere dopo le dimissioni di Mubarak – si sarebbe riunito in seduta straordinaria e potrebbe riassumere il potere legislativo fino all’elezione di una nuova Assemblea del Popolo; la piena restituzione dei poteri alle istituzioni civili avrebbe dovuto aversi subito dopo il ballottaggio delle presidenziali, in programma sabato e domenica.

Va notato che – con identica motivazione – la Corte ha già invalidato due elezioni politiche, nel 1987 e nel 1990. Ora resta da vedere se verranno considerate legali le decisioni già assunte dal disciolto Parlamento (come è avvenuto già in passato), soprattutto per quel che concerne i delegati che faranno parte dell’Assemblea Costituente incaricata di redigere la nuova Carta fondamentale.

La Corte – con una sentenza in questo caso ampiamente prevista – ha inoltre abrogato la «legge sull’isolamento politico» che impediva agli ex dirigenti del regime di Mubarak di presentarsi alle elezioni, confermando in tal modo la possibilità per l’ex premier Shafiq di partecipare al ballottaggio.
Ora che il parlamento è stato giudicato illegittimo, analisti e giuristi si chiedono che fine farà l’assemblea costituente.
Il consiglio militare ha convocato una riunione d’urgenza dalla quale è uscito uno scarno comunicato che conferma che il ballottaggio per le presidenziali si terrà come previsto questo sabato e domenica. Le sentenze sono state accolte con piccoli tafferugli davanti alla sede della Corte costituzionale, pesantemente presidiata da forze dell’ordine e esercito. In piazza Tahrir, in serata, sono arrivate qualche centinaio di persone, molte che scandivano l’islamico ‘Allah u akhbar’, ma poca cosa rispetto alla mobilitazione massiccia e immediata dopo la sentenza che ha assolto i figli di Hosni Mubarak e i sei collaboratori dell’ex
ministro dell’Interno Habib el Adly, il 2 giugno scorso.

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