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“L’estate di Giacomo”: un esordio che spiazza. Recensione. Trailer

ROMA – Premiato al festival di Locarno 2011 e in concorso a quasi 40 festival internazionali, “L’estate di Giacomo” ha finalmente trovato nella Tucker Film il distributore di cui aveva bisogno per uscire nelle sale italiane.

Il protagonista è un ragazzo poco più che adolescente, perfettamente normale come qualsiasi suo coetaneo, se non fosse per la sua sordità. Grazie a un’operazione chirurgica riesce a sentire e parlare, ma è ancora in una fase di metamorfosi, in cui tutto è stupore. Tuttavia il film, come ribadisce anche il suo regista, non punta sulla disabilità e non ricerca facili pietismi.

Siamo nella campagna friulana. È estate: Giacomo e Stefania attraversano il bosco per andare a fare il bagno sulle sponde del fiume Tagliamento. Immersi in una dimensione quasi onirica, i due giovani passano molto tempo insieme, tra giochi e scherzi adolescenziali, nel corso di una giornata che sembra durare tutta l’estate.

Il lungometraggio d’esordio di Alessandro Comodin, a metà tra film e documentario, nasce dall’amicizia tra il regista e il protagonista del film, di cui ha voluto seguire il fluire di un momento fondamentale della vita, quello intorno all’intervento chirurgico grazie al quale può ascoltare ed esprimersi a parole. Il risultato è un ibrido tra realtà e finzione, che si svolge in una dimensione familiare, quasi intima. Non a caso i protagonisti sono lo stesso Giacomo e la sorella del regista, Stefania Comodin.

Quasi sempre alle spalle dei ragazzi, la macchina da presa segue con una curiosità discreta la coppia di personaggi, tra lunghi piani sequenza e suono in presa diretta. L’inquadratura arriva vicino al viso, dietro il collo, quasi come un respiro. Nel placido scorrere dell’acqua e del tempo si delinea la personalità di Giacomo, e soprattutto la complicità tra i due, fatta di sguardi, tenerezze, giochi, passeggiate a piedi o in bicicletta fino a un ballo della festa di paese. Il silenzio di Stefania si scontra quasi fastidiosamente con le urla del ragazzo, che come i bambini che imparano a parlare, sembra gridare e insultare tutto come in un costante esperimento per sentire la sua voce, appena riacquistata.

Il primo vero lungometraggio di Alessandro Comodin potrebbe considerarsi riuscito, ma risente della forma non convenzionale che rischia di lasciare spiazzato lo spettatore, per le riprese tremolanti fatte con camera a mano e i dialoghi quasi inesistenti. Quello che il regista sembra voler raccontare è una storia d’amore e di iniziazione alla vita adulta, in cui il presente si mescola al passato, tra sensazioni e piccoli gesti. Peccato che servano almeno altri 78 minuti per capirlo.

Regia: Alessandro Comodin
Cast: Giacomo Zulian, Stefania Comodin, Barbara Colombo
Genere: Drammatico, colore, 78 minuti
Produzione: Italia, Francia, Belgio, 2011
Distribuzione: Tuker Film
Data di uscita: venerdì 20 luglio 2012.

L’estate di Giacomo – Trailer

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