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DAMASCO – In Siria si continua a combattere instancabilmente. Battaglie sono infuriate nel corso della notte e questa mattina in diversi quartieri di Aleppo, la seconda città della Siria, mentre  alcuni attivisti hanno segnalato disordini anche nel campo palestinese di Yarmouk a Damasco. 

Le battaglie ad Aleppo fanno seguito ad  una giornata di aspri combattimenti in città, dove il regime di Bashar al Assad ha inviato in fretta e in furia rinforzi in seguito all’assalto lanciato dai ribelli del 20 luglio. “Ci sono scontri nei quartieri di Mushhad e Sheikh Badr, che hanno provocato la morte di un bambino e ferito sette persone”, ha segnalato l’Osservatorio siriano per i diritti umani, l’organizzazione non governativa con sede in Gran Bretagna. 

Malgrado i combattimenti, ci sono manifestazioni di massa nei quartieri di Furqan, Ashrafiyeh e Nuova Aleppo per chiedere la caduta del regime e le dimissioni del presidente Bashar al Assad, sempre secondo quanto indicato dall’Osservatorio. 

L’ong ha parlato di diciannove civili e tre ribelli uccisi nei combattimenti di mercoledì ad Aleppo. Diversi villaggi rurali e città nella provincia di Aleppo sono stati bombardati dall’esercito siriano, ha aggiunto. A Damasco, battaglie di strada sono state segnalate nel campo palestinese di Yarmouk nel sud della capitale.

Al momento sembra che l’esercito siriano stia ammassando truppe, fra cui forze speciali, attorno alla città di Aleppo, per cui sembra imminente un’offensiva, questo secondo quanto riportato dall’agenzia France Presse fonti della sicurezza siriana a Damasco.

“Le forze speciali si sono schierate fra ieri e oggi a est della città e altre truppe sono arrivate per partecipare a un’offensiva massiccia domani o sabato”, ha rivelato la fonte, secondo la quale dai 1.500 ai 2.000 uomini di rinforzo si sono concentrati in zona per dare manforte ai militari che combattono contro i ribelli in diversi quartieri di Aleppo. Si troverebbero soprattutto nei quartieri di periferia del sud e dell’est di Aleppo, in particolare a Salaheddin e nei quartieri vicini.

Gia nei giorni scorsi fonti dei ribelli avevano rivelato che migliaia di truppe erano state ritirate dalla provincia di Idlib per spostarle verso Aleppo. 

Intanto il premier turco Recep Tayyip Erdogan ha accusato la Siria di aver permesso ai ribelli curdi di operare nel nord del paese ed ha avvisato che Ankara non esiterà a combattere il Pkk oltre il confine.

“Nel nord il regime del Presidente Bashar al-Assad ha consegnato 5 province ai curdi, una organizzazione terroristica”, ha sottolineato Erdogan alla tv turca riferendosi proprio al partito dei lavoratori del kurdistan (pkk). Alla domanda se Ankara colpirebbe i ribelli curdi, in fuga magari da un attacco sul suolo turco, al di là della frontiera Erdogan ha risposto: “non è nemmeno una questione da discutere, è un dato di fatto”.

Sempre secondo il premier turco, Recep Tayyip Erdogan, il presidente siriano Bashar al Assad e quelli della sua cerchia stanno per andarsene, spianando il terreno per una “nuova era” in Siria.

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