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Spending review. Fp-Cgil: rischia di saltare il sistema dei servizi locali

Comuni, Province, Regioni: è un unico grido di allarme per i tagli che colpiscono pesantemente  bilanci  che sono stati in varie occasioni già sforbiciati.

A rischio  servizi essenziali, dalla sanità, ai trasporti, alla scuola. A rischio anche il pagamento degli stipendi e lo stesso posto di lavoro dei dipendenti. Gli emendamenti in discussione alla Commissione Bilancio della Camera non sembrano dare risposte adeguate anche se qualche passo avanti viene fatto.  La stessa Corte dei Conti afferma che i tagli agli enti locali sono molto pesanti, anzi i più pesanti . L’Anci, Le Province affermano che “’I tagli sono tali da mettere a rischio i servizi essenziali ai cittadini, a partire dalle scuole, e di fare prefigurare la messa in mobilità dei dipendenti delle Province.”  “Facciamo appello ai capigruppo parlamentari perché intervengano immediatamente”, ha affermato il presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione. In Commissione Bilancio della Camera qualcosa si è  mosso per quanto riguarda le municipalità. E’ stato approvato un  emendamento  con il quale vengono stanziati 800 milioni una tantum  disponibili per le Regioni cui spetterà il compito di distribuirli ai comuni.

In forse il pagamento degli stipendi di agosto

Si tratta di un passo avanti ma, dichiara Federico Bozzanca, segretario nazionale della Funzione Pubblica-Cgil, “ è troppo timido vista la sforbiciata da 2 miliardi di euro che i Comuni italiani subiranno a regime. Senza un intervento sul patto di stabilità che liberi risorse per gli investimenti e la valorizzazione del personale, ma soprattutto che garantisca il pagamento degli stipendi negli enti con maggiori difficoltà, rischia di saltare il sistema dei servizi locali. Un rischio che non possiamo permetterci”.

“Nel caso in cui il Governo irresponsabilmente non affrontasse un problema causato dalle sue scelte miopi e dovesse verificarsi il mancato pagamento degli stipendi, le reazione dei lavoratori e la nostra risposta sindacale, oltre allo sciopero già proclamato con la Uil per il 28 settembre, non si farebbero attendere. In tal senso – continua il sindacalista – condividiamo gli allarmi dell’Anci e dell’Upi sul pagamento degli stipendi, sulla tenuta occupazionale e dell’offerta di servizi nelle autonomie locali. Quanto ad esempio all’idea che si possano accorpare Province senza effettuare investimenti e prevedendo un ulteriore taglio lineare di 1,5 miliardi di euro a regime, ci sembra che al netto della propaganda non ci sia un’idea di fondo, se non quella puramente ragionieristica. Un processo di riorganizzazione serio non può essere accompagnato da tagli, soprattutto se di questa entità”.

“Tra le ultime manovre del Governo Berlusconi e gli interventi previsti dalla cosiddetta spending review del Governo Monti, ai soli Comuni sono state sottratte risorse per oltre 20 miliardi di euro. Un disastro a cui si somma una storica riduzione dei fondi, che tra il 1991 e il 2010 hanno subito un pesante ridimensionamento in termini di spesa pro capite destinata dallo Stato centrale alle municipalità: da 555 euro a poco più di 300. Bisogna correre ai ripari e farlo in tempi celeri. Sempre che il Governo Monti – conclude Bozzanca – voglia ancora garantire i servizi essenziali, dall’assistenza ad anziani e famiglie agli asili nido”.

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