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Terremoto Abruzzo. Scoperta maxi-truffa sulla ricostruzione

L’AQUILA –  E’ stata scoperta a l’Aquila dalla Guardia di Finanza una truffa sulla ricostruzione post-terremoto relativa a numerosi condomini, ville e case. 

L’indagine, coordinata dal procuratore della Repubblica del capoluogo, Alfredo Rossini e diretta dal Pubblico Ministero Antonietta Picardi, ha fatto luce su gravi e reiterate indebite percezione di fondi pubblici.  Le indagini hanno avuto inizio circa un anno e mezzo fa grazie a diverse denunce pervenute da cittadini terremotati onesti che, a fronte della constatazione di lavori rendicontati in misura e maniera ben diversa dal reale, hanno deciso di rivolgersi alla magistratura ed alla Guardia di Finanza.

Al momento il numero degli indagati è di 43 persone, tra cui numerosi tecnici per aver asseverato lavori mai eseguiti ovvero eseguiti in forma diversa da quella reale, un amministratore di condominio e alcuni proprietari di abitazioni. 

Inoltre questa mattina le Fiamme gialle hanno arrestato (ai domiciliari per truffa aggravata ai danni dello Stato e reati di falso) un imprenditore edile del posto di 52 anni, C.C., sequestrato denaro ed altri beni per 700 mila euro. L’arrestato, che risulta iscritto alla Camera di Commercio come ‘piccolo imprenditore’ ed è titolare di una ditta individuale artigiana, all’indomani del terremoto era riuscito ad accaparrarsi un numero rilevantissimo di lavori privati di ricostruzione – oltre 160 cantieri – tanto da risultare secondo solo ad un paio di note di società di capitali operanti nell’edilizia, nella classifica degli affidamenti.

Secondo la GdF il danno complessivo causato (solo per i lavori artatamente gonfiati) supera i 700 mila euro, un importo comprensivo anche degli ingiusti guadagni percentuali conseguiti dai tecnici deputati alla direzione dei lavori, che si sono prestati a redigere false rappresentazioni delle opere eseguite. Si sono dunque scoperti rendicontazioni di ponteggi in realtà mai montati, attestazioni di stati di avanzamento lavori eseguiti dove invece non erano ancora iniziati, false fatturazioni di prestazioni per l’esecuzione di opere edili e certificazioni di totale rifacimento di tetti, a fronte invece di limitati lavori di sistemazione. Ancora, fatturati sia il rifacimento dell’intonaco e la ripulitura dei muri che la demolizione dei medesimi o, allegata alla pratica di finanziamento, è risultata inserita la documentazione fotografica per comprovare l’utilizzo di ponteggi riferibile però ad un edificio diverso rispetto a quello interessato.

Al fine di non peggiorare il danno cagionato alle casse dello Stato, già nei giorni scorsi, i finanzieri del nucleo di Polizia Tributaria di l’Aquila avevano sottoposto a sequestro preventivo 225 mila euro circa, relativi alla ricostruzione di 37 edifici, già erogati ai beneficiari, ma non ancora versati all’impresa. Per 470 mila euro circa, già incassati dall’impresa, la Guardia di Finanza ha oggi eseguito sequestri su 8 conti correnti, un’abitazione sita in Pescara, terreni nell’aquilano, quote societarie ed autoveicoli fino a concorrenza della somma suddetta. 

Degli esiti dell’indagine penale, sarà anche interessata la procura regionale della corte dei conti, competente a procedere per il danno erariale cagionato.

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