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Alcoa. Allarme finta bomba. La bomba non poteva esplodere

All’interno dei candelotti del mastice

ROMA – E’ stata una telefonata anonima giunta all’agenzia Ansa verso le 9 del mattino  a segnalare la presenza di una bomba vicino a un traliccio davanti allo stabilimento Alcoa di Portovesme. A parlare, una voce femminile  che avrebbe fornito gli elementi utili alla Polizia, la quale si è tempestivamente recata sul posto ed ha effettivamente trovato due involucri collocati ai due lati del traliccio, al cui interno c’erano complessivamente 8 candelotti  legati tra di loro. Gli artificieri hanno dovuto agire con molta prudenza e alla fine hanno trovato del mastice all’interno  e non di gelatina, come temuto in un primo momento dagli artificieri. La presenza di fili che collegavano i candelotti e finivano in una scatola ha poi fatto temere la presenza di un innesco che invece si è rivelato finto.

Tuttavia l’episodio alimenta ulteriormente la tensione tra i 500 lavoratori che rischiano di perdere il loro posto di lavoro, in un’area della Sardegna considerata la più povera d’Italia. Gli stessi lavoratori hanno voluto precisare che la “strategia delle bombe” non appartiene alla loro storia e cultura, anche in questo frangente drammatico. E poi, viene da chiedersi – perchè mai delle persone che stanno lottando per mantenere il loro posto di lavoro dovrebbero fare un gesto del tutto sconsiderato e improduttivo per la posizione delicata su cui verte la vicenda dell’Alcoa?

Per ora possiamo fare solo delle ipotesi sui tanti perchè. Resta comunque il fatto che questo episodio rischia di alterare l’accesa mobilitazione, specie in vista della manifestazione indetta per lunedì prossimo a Roma, dove sono previste oltre 600 persone. Intanto Rino Barca, rappresentante della Cisl del Sulcis, oltre a prendere le distanze e condannare fermamente questo gesto, ha annunciato che il servizio d’ordine sarà rafforzato ed è possibile che lo stesso faranno le forze di Polizia e Carabinieri.

L’ obiettivo della manifestazione è quella di sollecitare il governo affinchè trovi un accordo per la vendita dell’Alcoa alla a Glencore o alla Klesch, le due società che hanno manifestato un certo interesse. Anche il presidente , Ugo Cappellacci, ha voluto precisare che la Regione Sardegna farà la sua parte ed attiverà da subito un tavolo di approfondimento sui temi di diretta competenza e in particolare sugli investimenti programmati con il Piano Sulcis.

Domani partirà il traghetto  che arriverà al porto di Civitavecchia alle 7 di lunedì mattina. Nonostante le indicazioni contrarie del medico, alla manifestazione parteciperà anche l’operaio sceso ieri dal Silos colpito per ben due volte da un malore al cuore. Non vuole rinunciare a questa lotta, ha detto ai suoi colleghi. La posta in gioco è troppo alta.

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