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Crisi. Pil, la realtà ha superato ogni previsione negativa

ROMA – Sono drammatici i dati diffusi oggi dall’Istat sull’andamento economico del nostro Paese. Il PIL al -2,6% è il dato peggiore dal 2009.

Questo dovrebbe far aprire gli occhi a chi ci governa: non è possibile continuare a sistemare i conti ed i bilanci senza occuparsi delle conseguenze che le operazioni avviate hanno poi sulle tasche delle famiglie e sull’intera economia.  Le manovre avviate finora continuano a creare discriminazioni e situazioni di forte squilibrio. Ostinandosi a far uscire dalla finestra i problemi di bilancio, non ci si accorge che, dalla porta principale, entrano povertà e disagio sociale. Non è possibile continuare a sottovalutare gli effetti negativi che questa politica ha per il Paese. Il potere di acquisto delle famiglie, anche a causa della enorme pressione fiscale e dell’incontrollato aumento di prezzi e tariffe, è giunta ormai ai minimi storici, registrando una caduta del -11,8% dal 2008.

Questo produce da anni una continua contrazione dei consumi che, solo quest’anno, secondo le stime dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori raggiungerà il -5%, con una diminuzione complessiva della spesa di 35,5 miliardi di Euro. A tale dato si aggiunge la continua diminuzione registrata a partire dal 2009 anche sul fronte dell’indebitamento, alla luce della quale non sorprende affatto la contrazione relativa agli acquisti dei beni durevoli, in testa il mercato dell’auto. Tutto ciò produce un danno enorme per l’intera economia, che comporterà una grave caduta della produzione, con gli effetti che tutti sappiamo sul piano dell’occupazione. Un pericoloso circolo vizioso che bisogna spezzare al più presto, avviando misure decise per rilanciare gli investimenti sul piano della crescita e dello sviluppo, a partire dagli investimento per le reti e le infrastrutture digitali, indispensabili per un ammodernamento ed un salto di qualità del nostro Paese.

Non vogliamo più sentir parlare di mancanza di risorse, queste possono e devono essere reperite attraverso una seria azione sul piano della lotta agli sprechi e del contrasto sempre più aspro e determinato all’evasione fiscale, nonché attraverso una maggiore tassazione su grandi patrimoni, transazioni e rendite finanziarie.

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