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G8 Genova. Cassazione, violenze da macelleria messicana. Il video dell’irruzione

L’episodio gettò discredito sulla  Nazione agli occhi del mondo intero

ROMA – Fu data carta bianca per scatenare le violenze da «macelleria messicana» avvenute alla scuola Diaz di Genova nel luglio 2001, a G8 concluso. Lo si evince dalle 186 pagine con le quali la Cassazione spiega perchè, il 5 luglio scorso, confermò le condanne agli ex funzionari di polizia (dichiarando prescritti i reati di lesione contestati agli agenti). «Tutta l’operazione si è caratterizzata per il sistematico e ingiustificato uso della forza da parte di tutti gli operatori che hanno fatto irruzione nella scuola Diaz e la mancata indicazione, per via gerarchica (da Canterini a Fournier e da questi ai capi squadra, fino agli operatori), di ordini cui attenersi», si legge nella sentenza depositata oggi.

Questo, secondo la ricostruzione della Cassazione, il motivo per cui si decise l’irruzione alla scuola Diaz, avvenuta nella notte tra il 21 e il 22 luglio 2001. Si legge ancora che la condotta violenta della polizia nell’irruzione alla scuola Diaz ha «gettato discredito sulla  Nazione agli occhi del mondo intero». Sempre la sentenza della Cassazione sottolinea che: “I poliziotti che fecero irruzione alla scuola Diaz di Genova si erano scagliati sui presenti, sia che dormissero, sia che stessero immobili con le mani alzate, colpendo tutti con i manganelli (detti ‘tonfà) e con calci e pugni, sordi alle invocazioni di ‘non violenzà provenienti dalle vittime, alcune con i documenti in mano, pure insultate al grido di ‘bastardì».

Insomma, “l’immagine della polizia doveva essere riscattata, essendo apparsa inerte di fronte ai gravissimi fatti di devastazione e saccheggio che avevano riguardato la città di Genova, e il riscatto sarebbe dovuto avvenire mediante l’effettuazione di arresti, ovviamente dove sussistenti i presupposti di legge».

Dal capo della polizia – si legge nella sentenza depositata oggi – era giunta la direttiva di affidare al dottor Gratteri del servizio centrale operativo, il compito di effettuare perquisizioni, in particolare presso la scuola ‘Paul Kleè, sospettata essere divenuto il rifugio di appartenenti al gruppo violento dei cosiddetti ‘black block.
I giudici genovesi »hanno evidenziato non certo illogicamente – osserva la Suprema Corte – come l’esortazione rivolta da capo della polizia ad eseguire arresti, anche per riscattare l’immagine della polizia dalle accuse di inerzia, aveva finito con l’avere avuto il sopravvento rispetto alla verifica del buon esito della perquisizione stessa, per cui all’operazione erano state date caratteristiche denotanti un assetto militare.



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