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ROMA – Siamo in un passaggio critico e cruciale per chiunque abbia a cuore la sinistra, i suoi valori, a partire dal lavoro, e il futuro dell’Italia.

E’ in azione un Grande Ventilatore, anzi gigantesco , da chi ha in mano potere e ricchezza in questo Paese in crisi, con l’obiettivo di impedire che la sinistra governi: e si alza ogni giorno di tutto, dalla polvere agli escrementi -diventati addirittura oggetto di una Festa “dissacrante” dei ricchi-trash che si indignano contro la politica-, finendo addosso alla democrazia, ai valori della Resistenza e della Costituzione, alle ragioni nobili per cui milioni di persone -operai e poliziotti, madri che lavorano e giovani precari, artigiani, insegnanti, studenti, anziani- si alzano ogni mattina, faticano, si  caricano sulle spalle le proprie famiglie e le proprie comunità. La colpa storica dei Fiorito e dei Lusi, e di tutti coloro, compresi tanti esponenti di tutte le forze del centrosinistra, che hanno accettato e condiviso il contesto in cui sono cresciuti i Fiorito e i Lusi, è quella di aver permesso che il vento sporco e maleodorante alzato da quell’apparecchio finisse addosso alla politica e alla democrazia.

Vorrei che Pierluigi Bersani -che rimane la speranza per chi crede che l’Italia meriti di meglio, e per chi pensa che il Grande Ventilatore andrebbe spento, o girato nei confronti di chi lo manovra (poteri finanziari ed editoriali, ricchezze che sfuggono ad ogni controllo e che non vogliono un François Hollande italiano, che imponga ai più ricchi di pagare) – si rendesse conto che sotto questa tempesta finisce anche lui, e finiamo tutti noi. E che facesse, qui ed ora, gesti forti, coraggiosi, senza indugio. Ancora si discute se ricandidare nel Lazio quegli esponenti del Partito Democratico che hanno accettato un sistema vergognosamente opaco. Bersani non deve inseguire Matteo Renzi sulla china scivolosissima del giovanilismo. Ma indicare con chiarezza, anche nelle scelte concrete, cosa intende per società civile: lavoratori e lavoratrici, professionisti, competenze formate e nuove, personalità alla testa di lotte e vertenze sociali, ambientali, di quartiere, produttori di cultura e di socialità. Tutto ci dice invece che la litigiosa confederazione di correnti che forma il Pd intende frenare ogni vera apertura, ogni rinnovamento.
Ora Giuseppe Fioroni chiede il Congresso, per decidere se stare con Pierferdinando Casini o con Nichi Vendola. Non ci manca altro! Il Congresso andava fatto sei mesi fa, come molti di noi hanno scritto e detto, e andava risolta in quella sede la duplice questione: quella del rinnovamento, su cui Renzi costruisce la sua fortuna, e quella dell’asse politico-sociale del Pd, nel senso di una chiara scelta nel campo nel socialismo europeo. Allora i Signori delle Correnti hanno impedito a Bersani di farlo.
Ma, aggiungo, ci pensi bene il Pd a dividersi sabato prossimo sui quorum per le candidature alle primarie, col Paese piegato economicamente che riceve, ogni giorno, messaggi devastanti sulla corruzione e sul malcostume. L’arresto oggi dell’amministratore delegato di una delle principali società di riscossione dei tributi -Giuseppe Saggese, uno dei grandi privati che danno lezioni di economia e di gestione urbi et orbi- perché rubava per sé i soldi dei contribuenti, racconta che il problema non è quello di tagliare sui Comuni, le Province, le Regioni, perché le privatizzazioni di alcuni compiti pubblici conducono direttamente alla distruzione di un’etica condivisa.
A Bersani ora si chiede di volare alto, di non preoccuparsi degli equilibri interni ma del sentimento del Paese. Se sarà una nuova politica a promuovere una radicale rigenerazione, salveremo un’idea di pubblico, di statualità, di leggi, di ordine e di regole condivise. Se invece lo faranno i padroni del Grande Ventilatore, avremo tanti Saggese e tanti Daccò che si sentiranno autorizzati a dominare questo Paese, spogliandolo e spolpandolo. Chi auspica la fine della politica e un nuovo esecutivo tecnico, anche se animato dalle migliori intenzioni, consegna il futuro nostro e dei nostri figli a gente di questo tipo.

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