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PORTOVESME (CARBONIA IGLESIAS) – In questo momento «sono in ballo tre manifestazioni di interesse» per lo stabilimento Alcoa di Portovesme.

È quanto ha affermato il sottosegretario allo Sviluppo economico, Claudio De Vincenti a margine di un convegno CGIL sull’energia. «Oltre a Klesch – ha detto – con cui sono iniziate le negoziazioni dirette con Alcoa, ci sono Kitegen e una importante impresa australiana».

Alcoa lascerà la fabbrica a fine anno e senza un nuovo acquirente 1.000 dipendenti, tra sito e indotto, andranno in cassa integrazione straordinaria.  Intanto dal 3 ottobre una settantina di interinali con contratti scaduti a fine settembre sono rimasti senza lavoro.

Grazie alla decisione presa ieri dalla Commissione Europea relativa al «rinnovo di tre anni della superinterrompilità», ovvero delle agevolazioni sulle tariffe energetiche nelle grandi Isole «siamo in rado di garantire un prezzo dell’energia in linea con l’Europa, anzi possiamo dire che è notevolmente inferiore rispetto a quello praticato per gli stabilimenti di alluminio in Germania, Olanda e Spagna».  Il sottosegretario allo Sviluppo economico Claudio De Vincenti ha giudicato «molto positiva» questa notizia arrivata da Bruxelles. «Possiamo offrire – ha proseguito – un prezzo assolutamente competitivo, intorno ai 35 euro/mwh a fronte dei 50 euro/mwh praticato in Germania, Olanda e Spagna».

Intanto oggi  si sta tenendo una nuova assemblea  da questa mattina a Portovesme. Il via libera da Bruxelles alla proroga fino al 2015 delle tariffe scontate per l’energia elettrica, che ha riacceso le speranze tra gli operai in lotta per evitare la chiusura della fabbrica che produce alluminio primario.

«Nel corso della riunione – anticipa Roberto Forresu, segretario generale della Fiom del Sulcis Iglesiente – saranno illustrati i risultati degli accordi che si sono svolti a Roma e si decideranno le altre iniziative da mettere in campo». Nella riunione con le maestranze – come aggiunge Stefano Lai, della Rsu Cub- «si discuterà anche di ammortizzatori sociali». Argomento da affrontare anche la decisione presa ieri dall’Unione Europa e il vertice di sabato mattina a Portovesme con i sindaci del territorio. A Roma, intanto, una delegazione formata da 25 lavoratori e delegati Rsu si recherà oggi davanti a Montecitorio, per chiedere un incontro con i rappresentanti delle istituzioni.

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