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TARANTO – Sono in corso da questa mattina una serie di assemblee organizzate dalla Fiom Cgil all’interno dello stabilimento Ilva di Taranto con il segretario nazionale Maurizio Landini.

Le assemblee si stanno tenendo nel piazzale della portineria di ingresso dei lavoratori delle ditte dell’indotto; nel pomeriggio ci sarà un’assemblea anche con i lavoratori degli impianti marittimi.

Critiche sono giunte dalle segreterie provinciali di Film e Uilm, per questa iniziativa. E’ stato definito «incoerente» l’atteggiamento della Fiom per aver deciso di tenere da sola le assemblee dopo che non si era era riusciti a trovare un percorso unitario di iniziative fra le tre organizzazioni sindacali. La scorsa settimana, invece, Fim e Uilm avevano organizzato due giorni di sciopero con blocchi stradali, iniziativa alla quale non aveva aderito la Fiom ritenendola «senza senso», come l’aveva definita lo stesso Landini.  «Abbiamo preso l’impegno di preparare una piattaforma sindacale, da condividere eventualmente con le altre organizzazioni, da presentare all’Ilva da una parte e al Governo per un altro verso, farla votare e chiedere che l’Ilva si renda disponibile ad incontrarci e si impegni a fare investimenti seri». 

Lo ha detto il segretario nazionale della Fiom Cgil, Maurizio Landini, dopo aver partecipato questa mattina ad alcune assemblee nello stabilimento Ilva di Taranto. «Il punto di fondo per uscire da questa situazione – ha aggiunto Landini – è che l’azienda metta in campo una quantità di investimenti significativi capaci di risolvere i problemi che la magistratura ha posto e i problemi, che sono evidenti anche ai lavoratori, di ritardo delle tecnologie». 

Per il segretario nazionale della Fiom Maurizio Landini «non sarebbe uno scandalo se ad un certo punto si potesse pensare anche a forme di prestito pubblico o europeo o del governo» in favore dell’Ilva per investire nel risanamento ambientale degli impianti. «Mi riferisco – ha detto – a soldi che vengono dati per fare investimenti e se è un prestito l’azienda si impegna a restituirli, come ad esempio hanno fatto in giro per il mondo.

Mi viene in mente Obama o anche altri. Se davvero la volontà è quella di difendere il lavoro e la salute insieme, dal passaggio degli investimenti non se ne viene fuori». Noi – ha aggiunto Landini – siamo l’organizzazione con meno iscritti in questa azienda, ma stamani il piazzale era pieno di lavoratori. Questo vuol dire che hanno bisogno di parlare, di discutere, cosa che in questi mesi non è stata fatta».

Il segretario nazionale Fiom, Landini, ha annunciato inoltre annunciato una manifestazione nazionale della Cgil a Roma, il prossimo 20 ottobre, per tutte le aziende in crisi: dall’Ilva all’Alcoa, alla Fiat e a Finmeccanica, per citare solo le metalmeccaniche.

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