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Presidio a Montecitorio in difesa dei diritti delle persone disabili e delle loro famiglie

ROMA – Quali diritti per i disabili e le loro famiglie? E’ questa la domanda che si pone chi è costretto a vivere in condizioni di grave disagio includendo a ciò anche la insensibile indifferenza della società e della classe politica.

Una parte di società civile che rimane senza voce e che, ormai giunta allo stremo, ha deciso di farsi sentire attraverso un gesto eclatante. L’urlo della disperazione si è alzato questa mattina  a Piazza Montecitorio dove  il Comitato14 settembre ha organizzato un presidio permanente con sciopero della fame in difesa dei diritti delle persone disabili e delle loro famiglie. “Non siamo solo un costo, siamo persone” è l’urlo che riecheggerà per ricordare al Governo ed al Parlamento che si parla di disabilità vera, di disagi che si toccano quotidianamente con mano e non di un «Paese dei falsi invalidi mentre quelli veri stanno sprofondando nella povertà e nell’emarginazione!» .

Una testimonianza arriva a Dazebao da parte della signora Mari P. «Ho quasi 57 anni, insegno da 36 nella scuola e sono l’unico familiare di mio fratello, cerebropatico e disabile gravissimo, totalmente bisognoso di assistenza continua. Mio padre è rimasto paralizzato in un letto per due anni, mia madre è scomparsa da quasi 40 anni.  Io non ho vita privata e solo da giugno ho trovato un aiuto stabile, ma ho passato notti d’inferno. Tutto ciò perché ho deciso di prendermi cura di mio fratello, di non aver voluto che andasse in un istituto. Ma non ce la faccio più. Tra la scuola e lui, badanti, notti e quant’altro, ora dimezzano anche la retribuzione per i giorni di permesso relativi alla Legge 104. A tutto questo devo aggiungere che dovrò lavorare per altri sei anni per il raggiungimento dei 42 anni di contributi anziché ai 40 che avrei totalizzato allo scadere o quasi, dei 60 anni. Due anni in più che mi toglieranno completamente le forze. E’ ignominioso! E c’è gente in giro che percepisce false invalidità di migliaia di euro, mio fratello ha diritto a 700 euro per l’invalidità totale! Inoltre per noi familiari i permessi fruiti in base alla Legge 104 saranno retribuiti al 50%, salvo nei casi concernenti patologie del dipendente stesso o per assistenza a figli o al coniuge. Lo prevede la bozza della legge di stabilità a proposito dei permessi per l’assistenza ai parenti disabili. La L.104 stabilisce diritti alle cure, permessi lavorativi, agevolazioni fiscali, integrazione scolastica. Ma nella qualità di sorella non ho voce!».

Il Comitato 14 Settembre, davanti Montecitorio, ha chiesto di essere ascoltato e che le risorse nel nostro Paese non vengano sperperate ma distribuite al vero bisogno.«La nostra proposta è che per prima cosa, riferendoci all’ultimo provvedimento finanziario, riteniamo che l’esclusione dai benefici interi della L.104, per chi non è non genitore o coniugi di un disabile grave, sia INACCETTABILE, quindi chiediamo che coloro i quali abbiano dimostrato, a rigore di legge,di prestare assistenza,in qualità di familiare, ad un disabile gravissimo, inabile e con accompagnamento, possano usufruire a pieno titolo e per intero,dei benefici relativi alla legge L.104. Chiediamo che qualcuno ci ascolti e difenda i diritti dei nostri ragazzi: siamo da sempre figli di un Dio minore, per molti».

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