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Edilizia. Micidiale doppietta del governo, niente soldi e meno regole

Un regalo alle mafie

ROMA – Assurdo che un governo di professori competenti ed esperti continui a non azzeccarne una per rilanciare il settore delle costruzioni.

Con gli ultimi provvedimenti, le semplificazioni e la legge di stabilità, il Governo mette insieme una doppietta micidiale, che molto ricorda l’azione del precedente governo: niente soldi ed interventi che abbassano le regole ed i vincoli in un settore devastato dall’illegalità . La chiamano semplificazione, ma in realtà  è deregolamentazione, che fa male al territorio ed è un regalo alle mafie.
E quella che chiamano legge di stabilità  per le costruzioni e’ l’ennesimo intervento depressivo, che renderà il settore ancor piu’ debole e traballante: soltanto i tagli contenuti nell’articolo 3 produrranno nei  prossimi tre anni in edilizia la scomparsa di 5mila posti di lavoro diretti e di almeno 50 aziende medio piccole.
Non solo, ma  il Governo, sempre più strabico, dà  una ulteriore stretta ai vincoli del patto di stabilità , impedendo di fatto agli Enti locali di svolgere il loro ruolo di programmazione delle opere pubbliche utili alle comunità  locali. Tutti avevamo indicato – sindacati, imprese, enti locali – una strada diversa, anzi opposta, per dare  immediatamente ossigeno al settore attraverso un allentamento selettivo di quei vincoli, che avrebbe consentito alle amministrazioni locali virtuose di far partire le piccole opere già  programmate ed immediatamente cantierabili, con la priorità  a quelle finalizzate alla messa in sicurezza del territorio, del patrimonio abitativo e delle scuole dai rischi sismico ed idrogeologico.
Niente di buono neanche sul fonte delle grandi opere. A quei 50 miliardi di investimenti in infrastrutture continuano ad essere solo annunci, in perfetta continuità  con quelli del precedente governo. Invece, le cose concrete le troviamo nell’articolo 8. Qui vorremmo domandare al governo se gli impegni di spesa previsti sono in aggiunta a quelli già  deliberati dalle precedenti riunioni del Cipe. Ed ancora, se queste risorse che il governo stanzia per i prossimi tre anni – 300 milioni per la manutenzione straordinaria della rete stradale di competenza Anas e 1 miliardo per il potenziamento e la manutenzione della rete ferroviaria  -corrispondono al totale delle risorse finanziarie definite negli accordi di programma 2013 – 2015 stipulati tra Ministero infrastrutture e trasporti con Anas e RFI. Insomma, le risorse ci sembrano davvero poche, le opere di manutenzione e potenziamento della rete stradale e ferroviaria tante, molte in fase di realizzazione. Il nostro sospetto è che i tagli siano ben più vasti di quanto si voglia far credere.

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