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MILANO – L’Agenzia del Farmaco (Aifa) ha oggi comunicato il via libera ai vaccini antinfluenzali Novartis. È durato poco più di due settimane il divieto di utilizzo, adottato in via precauzionale a tutela della salute pubblica.

Il blocco è stato rimosso dopo le verifiche sulla documentazione prodotta dall’azienda e dalle analisi straordinarie effettuate dall’azienda e dall’Istituto Superiore di Sanità.

Lo scorso 24 ottobre il ministero della Salute e l’Aifa avevano deciso infatti di bloccare alcuni lotti di vaccino per alcune anomalie. Per la precisione le dosi sottoposte al provvedimento sono state circa 500mila, di cui 175mila distribuite in farmacia e 312mila nel circuito delle asl, all’interno di una partita complessiva di vaccini Novartis prodotti per l’Italia di 3 mln di dosi. Il divieto era scattato dopo una segnalazione da parte dell’azienda che aveva osservato livelli di aggregati proteici più elevati del normale in un lotto di vaccino influenzale stagionale, mai distribuito. Da qui la decisione del blocco, che ha portato all’adozione di analoghe misure in altri Paesi, come Francia, Svizzera e Canada (poi

rimosso in questi ultimi due Paesi).  E solo una settimana prima erano state bloccate altre 2,3 mln di dosi di vaccini fermate dall’azienda olandese Crucell, prima che fossero distribuite in Italia, arrivando così ad un buco di 5,3 mln di dosi (su un totale di circa 12 mln di fabbisogno nazionale). Un ‘bucò a cui si è provveduto con una ulteriore fornitura da parte delle altre aziende farmaceutiche produttrici di vaccino. Tuttavia, nonostante le rassicurazioni date dal Ministero in queste settimane, che ha attivato un numero verde per dare informazioni ai cittadini, la campagna vaccinale finora non è decollata. Poche le richieste di vaccini da parte dei cittadini, in vari casi intimoriti o in attesa di notizie. In diverse regioni le dosi non sono ancora disponibili per gli studi dei medici di famiglia e le forniture vanno a rilento.

Adesso, secondo medici e associazioni, come Cittadinanzattiva, è importante ridare fiducia nei cittadini sul vaccino, anche per evitare pericolose complicazioni in bambini, anziani e malati cronici, che sono le categorie a rischio. «Finora le condizioni climatiche sono state indulgenti e così il previsto picco influenzale è stato posticipato di qualche settimana – spiega Alberto Villani, responsabile di Pediatria e malattie infettive dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù – ma ora dobbiamo ingaggiare una vera e propria corsa contro il tempo per evitare che il virus influenzale colpisca quest’anno milioni di persone in maniera massiva».

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