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Non è cosa di tutti i giorni vedere più di cinquecento sindaci, con tanto di fascia tricolor sflilare in corteo per le vie di Milano.

Così come  è un fatto eccezionale che i sindaci incontrando il ministro per i rapporti con il Parlamento, Giarda, faccia a faccia alla prefettura di Milano gli fanno sapere a  lui e la governo che i sindaci sono pronti a dare le dimissionin massa se neon verrà cambiata la legge di stabilità in discussione proprio in questi giorni. Al ministro Giarda una delegazione dell’Associazione dei Comuni ha fatto presente che  sono a rischio servizi essenziali per i cittadini e che occorre scrivere un nuovo patto per la crescita.  “Il ministro ha compreso la gravità della situazione – ha detto il presidente Anci, Graziano Delrio – ma non era autorizzato a dare risposte”. “A questo punto – ha continuato il sindaco di Reggio Emilia – attendiamo che il messaggio sia trasferito a Monti poi o arriveranno le risposte o si troveranno con un pezzo della Repubblica che non riesce a svolgere le sue funzioni e andranno a governare le comunità locali con i prefetti”. I sindaci incontreranno anche i segretari di partito: prima quello della Lega Roberto Maroni, domani quelli del Pdl Angelino Alfano e del Pd Pier Luigi Bersani .

“Liberiamo i Comuni dal patto di stupidità” era scritto sullo striscione che ha  aperto il corteo dei sindaci, di centrosinistra e di centro destra, da quello di Milano Giuliano Pisapia, a quello di Roma Gianni Alemanno, a quello di Torino, Piero Fassino, a quello di Venezia Giorgio Orsoni.  Con la fascia tricolore sono partiti da piazza S.Maria delle Grazie per arrivare in piazza della Scala. Alla manifestazione èera presente anche il sindaco di Parma Federico Pizzarotti, del Movimento 5 Stelle. Prima della partenza ha portato un saluto anche il candidato presidente della Lombardia Umberto Ambrosoli. ‘Il territorio non e’ un costo ma una risorsa’, ‘I sindaci lombardi vogliono garantire opere pubbliche e servizi’, sono alcuni degli striscioni che portano. ‘Salviamo i Comuni, salviamo l’Italia, recita lo striscione portato da alcuni sindaci donne.

Ora spetta alle forze politiche, ai gruppi parlamentari, ai governo dare risposte concrete alle richieste che vengono avanzate. Alla Camera c’è stato un doppio voto di fiducia alla legge di stabilità. In aula, ci sì sono stati in occasione del primo voto 426, mentre nel secondo sono saliti a 433. A votare contro – oltre ai deputati di Lega e Idv – quelli delle minoranze linguistiche e di Noi Sud. Ad essi si aggiungono Beppe Giulietti (Misto) e Giancarlo Lehner (Pt).Per quanto riguarda il Pdl sono stati ben 71 deputati a non rinnovare la fiducia al governo. Tra questi anche i candidati alle primarie Giorgia Meloni e Guido Crosetto. Nel partito di Angelino Alfano (che invece ha votato ‘sì’) i ‘no’ sono stati 14, gli astenuti 19, 5 i deputati in missione, 33 i non partecipanti al voto.Gli ordini del giorno,  saranno votati domani mattina.


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