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Diffamazione. Il Senato boccia il disegno di legge

ROMA – L’aula di Palazzo Madama ha bocciato l’articolo 1 del Disegno di Legge sulla diffamazione. La proposta, ribattezzata anche legge salva-Sallusti o legge-manette, si è arenata su un voto contrario che con il PDL ufficialmente astenuto ha fatto contare 123 no, 29 voti favorevoli e 9 astenuti.

La bocciatura dell’articolo 1, su cui è costruito di fatto l’intero atto normativo ha di fatto comportato lo stop dell’intero provvedimento, il Presidente Schifani ha infatti sospeso la prosecuzione dell’esame del testo “apprezzate le circostanze sulla votazione dell’articolo 1”.
Il rigetto della proposta di legge avviene proprio nel giorno in cui il sindacato della stampa, l’Fnsi, e l’Ordine dei giornalisti avevano indetto lo sciopero generale contro una proposta di legge definita “bavaglio”, solo venerdì sera il minacciato sciopero era poi stato differito accogliendo l’invito avanzato proprio da Schifani  di sospendere la protesta aspettando l’esito del voto al Senato.
Numerosi sono stati i parlamentari che si sono dichiarati soddisfatti dello stop al DDL.
Paolo Gentiloni del Pd su Twitter ha scritto: “Senato affonda ddl sulla #diffamazione. Bene”.
Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo 21, ha dichiarato: “Il Senato ha bocciato l’art.1 della ‘Legge Manette’. Ora quel pessimo testo sia chiuso in un cassetto a doppia mandata e la chiave sia buttata direttamente nel Tevere. Chi voleva mettere le manette al diritto di cronaca è stato sconfitto.
Un grazie alla Fnsi, all’Ordine dei giornalisti, all’Unione dei cronisti e a tutte le associazioni che per l’ennesima volta hanno difeso l’art.21 della Costituzione dai suoi molestatori”.
La presidente dei senatori Pd, Anna Finocchiaro, ha affermato che con il voto di oggi al Senato : “si e’ interrotto un discorso che non portava da nessuna parte. Non solo perché la legge non sarebbe mai stata approvata dalla Camera. Questo testo era impresentabile”.
La senatrice Finocchiaro ha poi concluso : “Quando si affrontano materie così delicate è necessario uno sforzo per mettere a punto un testo che sia all’altezza” ed augurandosi che nella prossima legislatura si possa ripensare questo tema in maniera più equilibrata.

Sallusti. “Ricevuto ordine di arresto domiciliare”
Ad annunciarlo è proprio il Direttore Sallusti su Twitter dopo che è divenuta definitiva la sua condanna per diffamazione a quattordici mesi di reclusione.
Alla base della decisione con cui il Magistrato ha optato, come del resto ampiamente annunciato, per la detenzione domiciliare ci sarebbe anche il Decreto cosiddetto ‘svuota carceri’.
Era stato proprio Sallusti, infatti, a scrivere ai magistrati che non avrebbe avuto intenzione di chiedere “alcuna delle misure alternative alla detenzione previste dall’ordinamento”, i magistrati hanno quindi disposto la detenzione seppur presso il domicilio.
Il direttore de “Il Giornale” ha poi dichiarato ai microfoni di Rtl 102.5. che non si dimetterà dalla guida del quotidiano e che non lo avrebbe fatto nemmeno se fosse stato disposto il carcere, invece dei domiciliari: “Ho la fiducia di Berlusconi” ha assicurato.

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