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ROMA – Renzi non si da pace. In uno stato di sovra eccitazione, sempre più nervoso, salta da una televisione all’altra, incrocia qualche radio già che c’è.

Non accetta le regole votate all’unanimità,  anche  dai rappresentanti del suo comitato. Non lo convince neppure il fatto che, fra tutti quelli che ora  spasimano per poter votare, mentre per venti giorni, tanto è stato il tempo per registrarsi  se ne sono ben guardati, ci sono porci e cani. Nel senso che compare un Palmiro Togliatti, con Nino Bixio, Topolino, Giuliano Ferrrara, tutti pronti a recarsi ai segi. Fortuna vuole, per l’esito delle primarie diciamo, che i media essendo schierati,apertamente o meno, a favore di Renzi  non se la sentono di farci fare una gran risata. Il rischio infatti è che le primarie diventino , da grande manifestazione di partecipazione, ina comica, una farsa. Non solo a opinionisti e editorialisti non viene neppure a mente che una democrazia, una manifestazione di democrazia sena regole è altra cosa. E questo  Paese ha più volte sperimentato cosa significhi. Le regole non sono un fatto burocratico, sono l’essenza della democrazia. Cambiare in corsa la base elettorale sarebbe un fatto gravissimo.  Ma Renzi non intende ragione e ora chiede che la registrazione dei nuovi elettori avvenga anche la domenica mattina, mentre si vota.  E attacca Bersani: “ Credevo avesse un altro stile”, dice ma qui non si tratta proprio di stile ma di scelte politiche. Le primarie giunte al ballottaggio  decidono chi sarà il candidato del centrosinistra, chi dovrà guidare la coalizione in una campagna elettorale che si annuncia difficile, piena di incognite. Renzi, rileva Bersani,” ha attaccato i solo il Pd non solo per quanto riguarda le regole, non ha mai criticato la destra.”: “Il nostro primo problema – continua il leader del pd-è la destra che esiste, eccome se esiste. Vorrei che il mio competitore pronunciasse anche lui la parola destra”. E poi: “Noi non abbiamo bisogno del fuoco amico perchè in giro ce n’è molta di gente che non ci vuole al governo”.Ma Renzi prosegue  pedr la sua strada. Il fatto che il collegio dei garanti che ha discusso i ricorsi contro Renzi presentati dagli altri quattro candidati  alle primarie abbia deciso di non sanzionare il sindaco

 per gli annunci a pagamento che invitavano gli elettori di centrosinistra a registrarsi in vista del ballottaggio gli è scivolato addosso non lasciando traccia. Il collegio presieduto da Luigi Berlinguer. gli ha rivolto un appello perché garantisca la serenità delle votazioni al secondo turno. Niente da fare, come non detto.

Un  invito al sindaco a rispettare la sobrietà delle regole

 Certo gli è arrivata una bacchettata,o meglio un invito a “rispettare la sobrietà delle regole votate da tutti”. Con l’aggiunta che “quegli annunci apparsi sui quotidiani rappresentano un’apprezzabile anomalia nella campagna elettorale. Un fatto che – afferma Berlinguer-  cozza con «il concetto di sobrietà della campagna elettorale» che era stato invocato «in un momento economico difficile come quello attuale». I garanti confermano: le regole sono e restano quelle che sono state decise all’unanimità. Per cui “il corpo elettorale è quello costituito con la registrazione dal 4 al 25 novembre”. Eventuali deroghe, “di natura eccezionale», dovranno essere “adeguatamente argomentate nella richiesta, che dovrà essere non certificata ma motivata», e riferite “solo a casi eccezionali”.. E certo non a quelle email farlocche che hanno circolato per tutta la giornata, inviate per chiedere una nuova registrazione. Ha funzionato anche un sito creato ad hoc dai renziani  che invitano an che registrazioni collettive, elenchi di nomi, spesso fasulli come si evince dai primi controlli : “Hanno organizzato il flusso- dice LuigiBerlinguer- sottraendone la personalizzazione, con modelli uguali e generici che hanno determinato un turbamento” Ha poi aggiunto, aggiungendo che la registrazione informatica  ha richiesto l’intervento di  società specializzate pagate con parte dei contributi versati al seggio dagli elettori.” “Noi ci stiamo organizzando-prosegue- in modo che domenica mattina alle 8 la lista del corpo elettorale definita il 25 novembre sia informatizzata. Ieri oltre 2 milioni di elettori era già stati inseriti nell’albo informatizzato. Comunque, se non si riuscirà ad informatizzare tutto, saranno forniti elenchi cartacei – dice il presidente – con i nomi dei votanti e dei registrati per il voto delle primarie”. In ogni caso, puntualizza Berlinguer, “non basterà la mail per andare al seggio. C’è bisogno di una risposta e di un riscontro positivo del comitato elettorale”.

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