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NAPOLI – L’assessorato regionale all’ Agricoltura è chiamato subito a chiedere lo stato di calamità naturale. Ne è convinto Pietro Foglia, presidente della commissione Agricoltura del Consiglio regionale della Campania.

“Dalle segnalazioni delle organizzazioni agricole professionali – spiega Foglia – il danno economico per la crisi della castanicoltura regionale risulta superiore ai 60 milioni di euro con una ricaduta di oltre il 20% della produzione lorda vendibile”. ”Le province più colpite – aggiunge – sono quelle di Avellino, Caserta e Salerno. Tale circostanza e la relativa stima dei danni, così come già richiesto dalla commissione Agricoltura del Consiglio regionale con una recente risoluzione,  rendono necessario ed urgente da parte dell’assessorato regionale all’Agricoltura la richiesta dello stato di calamità naturale al fine di consentire, alle aziende colpite, di avvalersi degli interventi compensativi per favorire la ripresa dell’attività produttiva e le deroghe previdenziali a valere sul Fondo di solidarietà nazionale”. Foglia ritiene necessarie inoltre “nei castagneti ricadenti nel demanio pubblico adeguate azioni di prevenzione e di lotta fitosanitaria da parte degli attori pubblici titolari per non invalidare le azioni intraprese sulle coltivazioni delle aziende private”.

Il cinipide La crisi del settore castanicolo trae origine dall’avvento nel Bel Paese del cinipide. L’imenottero cinipide Dryocosmus kuriphilus Yatsumatsu è un piccolo insetto di colore nero originario della Cina, ma ormai ampiamente diffuso in Giappone, Corea e Stati Uniti. È stato segnalato per la prima volta in Italia nel 2002 (si tratta della prima segnalazione anche per l’Europa) in provincia di Cuneo. In Campania è ormai diventato l’incubo per tutti gli imprenditori e gli operai del settore. Gli attacchi di questo temibile insetto stanno determinando gravissimi danni. Si registrano perdite rilevanti non solo per quanto riguarda la produzione di frutti, ma anche della corteccia. L’economia di una vasta area rischia il tracollo. Annientare questo parassita attraverso una lotta chimica è quasi impossibile perché di difficile attuazione. Senza tralasciare il fatto che la lotta chimica è nociva per l’ecosistema. Per distruggere il cinipide, i produttori campani pensarono, qualche tempo fa, di introdurre nei castagneti un altro piccolo insetto, il Torymus Sinensis Kamijo. Questa sembra davvero essere l’unica soluzione anche se i risultati si avranno a lungo termine. Intanto, la produzione affonda e con essa precipita inevitabilmente sempre più già la speranza di imprenditori e operai di uscire dal tunnel della crisi.

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