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ROMA – Dopo il trionfo tutto al femminile di ieri, oggi si replica. Infatti i risultati che arrivano  non cambiano di molto la tendenza già emersa in queste primarie parlamentari del partito democratico, anche se per i definitivi ufficiali bisognerà attendere il prossimo 2 gennaio.

Per ora il risultato veste di rosa e porta una ventata di gioventù, di  volti nuovi, spesso estranei anche ai media,  fatto che dimostra inequivocabilmente  la voglia di quel cambiamento tanto palesato dal segretario Pier Luigi Bersani, che proprio dal suo profilo twitter esulta: “Dai primi risultati delle primarie per i parlamentari emerge il successo di giovani e donne. Ne sono felice!”.

Non è un caso se i parlamentari uscenti sono tra i più penalizzati assieme a quelli della corrente di Renzi. Nel Lazio, ad esempio, il primo eletto è Stefano Fassina seguito dalla giovane   Micaela Campana, a dimostrazione che il Pd ha bisogno di spostare l’asse più a sinistra, annullando quelle contraddizioni interne, motivo di perenni accesi scontri-confronti. Confermata in Calabria Rosy Bindi, mentre in cima alle preferenze c’è Anna Finocchiaro a Taranto. Confermata anche Barbara Pollastrini a Milano, mentre il più votato in Lombardia è Pippo Civati, giovane consigliere di 37 anni. Ma a cantare vittoria sono anche i più giovanissimi, come Giuditta Pini, 28 anni, segretaria dei Giovani democratici di Modena che con i suoi 7.103 voti (pari al 13,60%) a sorpresa, ha sbaragliato nelle primarie modenesi del Pd le due big del partito, Mariangela Bastico e Manuela Ghizzoni. “Il Pd prenda posizioni un pò più ferme – ha detto la Pini in un a nota diffusa – lo pensano i giovani del Pd, ma non si vergognano a dirlo nemmeno gli elettori: per convincere davvero c’è bisogno di più sinistra”.
E della stessa età della Pini passa in Piemonte anche Francesca Bonomo, consigliera comunale di Barbania, animatrice parrocchiale.

Anche in Sardegna le primarie si tingono di rosa con due donne sindaco, Romina Mura (con oltre 3 mila preferenze) e Giovanna Sanna (poco meno di 3 mila), che consentiranno alle due candidate di avere i primi posti per le liste del Pd alla Camera e al Senato.
Anche nel collegio di Palermo e provincia stravince una donna, Magda Culotta, attuale sindaco di Pollina,  risultata la più votata  con 3029 preferenze.
Com’era emerso già ieri Giorgio Gori, ex dirigente mediaset, spin doctor di Matteo Renzi non ce l’ha fatta a Bergamo ed è stato battuto  da Elena Carnevali, capogruppo del Pd in comune.
Insomma a primo acchito sembra che la corrente bersaniana esca rafforzata da queste primarie, che però rischiano di stravolgere gli equilibri interni con le altre componenti che orbitano nel Pd.
E anche questa è una grande novità.

Per i risultati definitivi clicca sul link
http://www.primarieparlamentaripd.it/

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