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 REGGIO EMILIA – Carceriere di Aldo Moro trovato morto questa mattina.

L’ex brigatista rosso, Prospero Gallinari, è stato ucciso con ogni probabilità da un infarto. Già in passato aveva sofferto di problemi di cuore. Il corpo senza vita del 62enne è stato trovato questa mattina all’interno di un’automobile nel garage della propria casa. A lanciare l’allarme un suo vicino.  Soccorso dai medici del 118 è stato poi trasportato presso il presidio ospedaliero Santa Maria Nuova di Reggio Emilia. Lì è stato dichiarato morto alle 8,15. Nel 1969, Gallinari aderì al ‘gruppo dell’Appartamento’, a Reggio Emilia, con Alberto Franceschini, Tonino Paroli e ad altri dissidenti del Pci che dopo il Convegno di Pecorile, sulle colline reggiane, decisero di dar vita alla lotta armata. Era il mese di agosto del 1970 quando nacquero le Brigate Rosse. Venne arrestato per la prima volta a Torino il 30 ottobre del 1974. Due anni dopo il suo nome figurava tra i 23 imputati del processo per il sequestro Labate – avvenuto tre anni prima – e il sequestro del giudice Sossi – avvenuto nel 1975 -. Il 2 gennaio del 1977 evase dal carcere di Treviso insieme ad altri dodici detenuti. A Roma, nell’aprile del 1977 si unì alla Colonna romana. Il 16 marzo 1978 partecipò alla strage di Via Fani e al sequestro dello statista Dc Aldo Moro. In Via Montalcini c’era anche lui insieme ad Anna Laura Braghetti e a Mario Moretti. Arrestato nel 1979, fu ferito alla testa dalle forze di polizia. Venne condannato all’ergastolo nel primo processo con sentenza passata in giudicato e confermata poi nei successivi procedimenti. Il 23 ottobre 1988, dal carcere di Rebibbia, Gallinari, unitamente ad altri Br, inviò alla stampa due documenti con i quali si dichiarava la fine della guerra e la conseguente vittoria dello Stato visto che tutti i militanti delle formazioni armate erano stati presi. Venne anche indicato come l’esecutore materiale dell’omicidio di Aldo Moro. Nel 1993, tuttavia, Mario Moretti lo discolpò assumendosi la responsabilità dell’omicidio in un libro-intervista con Rossana Rossanda e Carla Mosca. In quel periodo Gallinari uscì dal carcere per motivi di salute dovuti a seri problemi di salute. Nel 1996 la pena venne sospesa. Nel marzo 2006 Bompiani pubblicò ‘Un contadino nella Metropoli’, libro di memorie dell’ex brigatista. Gallinari non ha mai accettato di collaborare con i magistrati. Ancora non è stato fissato il giorno del funerale  poiché l’ex Br donerà le cornee e, per questo, bisogna attendere l’intervento per assicurare l’espianto degli organi.

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