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Roma. Precariato, sit-in dei dipendenti Coca Cola dello stabilimento di Oricola

 ROMA – Sit-in dei dipendenti dello stabilimento della Coca Cola di Oricola davanti al Mc Donand’s nei pressi de Piazza di Spagna.

“Non la beviamo”: con questo slogan decine di maestranze protestano contro “la precarizzazione di 50 dipendenti dell’ultimo stabilimento rimasto nella Regione Abruzzo”. “Attenzione, la Coca Cola contiene un ingrediente nocivo: il lavoro precario”, si legge sui volantini distribuiti dai manifestanti ai clienti che entrano da McDonald’s. “La Coca Cola – ha spiegato il segretario provinciale di Roma del sindacato Flaica-Cub, Giancarlo Desiderati – vuole cambiare la forma contrattuale dei dipendenti dello stabilimento di Oricola facendoli assumere da una cooperativa, quindi di fatto precarizzandoli. Tutto questo solo per gli utili del colosso di Atlanta”. Lo scorso 22 novembre, Fai Flai e Uila proclamarono lo sciopero nazionale di otto ore per i dipendenti della Coca Cola in Italia per scongiurare gli esuberi annunciati dal gruppo. Un mese dopo, i lavoratori degli stabilimenti della Coca Cola di tutta Italia organizzarono un altro sit-in nelle strade della capitale per ribadire il ‘no’ al piano di riorganizzazione voluto dalla multinazionale. Pochi giorni prima di Natale, tantissimi dipendenti si unirono ai colleghi dello stabilimento abruzzese e pensarono bene di vestirsi da Babbi Natale che, in chiave sarcastica, al posto dei doni consegnavano delle lettere di licenziamento agli addetti Coca Cola. Gli operai invitarono la gente ad astenersi dal consumo della bevanda con le bollicine più famosa del mondo. Alla manifestazione dei lavoratori, organizzata dalla Flaica club Roma, parteciparono vari esponenti politici tra i quali il responsabile economico del Pd, Stefano Fassina, e l’esponente ecologista di Sel, Loredana De Petris. Il piano di riorganizzazione ha una ricaduta occupazionale di 350 esuberi – 43 dei quali provengono proprio dallo stabilimento di Oricola -, a cui si sommano i circa 300 dipendenti del servizio di assistenza tecnica che verranno esternalizzati. Nell’area milanese, già colpita negli anni precedenti da riduzione di personale, poi, le ricadute sono significative. Nel sito di Buccinasco le aree del commerciale e del teleselling saranno interessate da una parte dei 209 esuberi dichiarati a livello nazionale nel settore commerciale, motivati dall’abbandono di molte zone commerciali e dalla riduzione dei clienti. Ad ogni modo, appare alquanto strano che una multinazionale del calibro della Coca Cola HBC, con un fatturato alle stelle, possa arrivare a licenziare 350 dipendenti solo in Italia. Le conseguenze per tantissime famiglie sarebbero deleterie; per la già troppo precaria economia italiana, invece, il contraccolpo sarebbe semplicemente mortifero.  

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