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NAPOLI – Quanto accaduto ieri a Napoli continua a far riflettere sulla pericolosità di alcuni esponenti legati al mondo dell’estremismo di destra, xenofobo e razzista. 

Fa, infatti, rabbrividire quanto è successo ieri a Napoli, dove  sette giovani appartenenti al gruppo di  CasaPound sono stati arrestati, mentre tre si trovano in obbligo di dimora. Tra i giovani, tutti accusati di aver partecipato a scontri di piazza a Napoli, c’è anche Emmanuela Florino, figlia dell’ex senatore di An Michele Florino, nonché candidata di Casapound alle politiche del 24 e 25 febbraio.
Dalle indagini dei Ros che hanno portato all’arresto dei militanti, sono emersi risvolti raccapriccianti.  Gli estremisti avrebbero infatti pianificato attacchi contro persone, colpevoli  di essere ebrei.  Dalle intercettazioni telefoniche il gruppo stava organizzando degli attacchi mirati ad una oreficeria gestita da un ebreo e addirittura si è parlato di un piano per violentare una studentessa universitaria ebrea.
Ora che i responsabili sono stati assicurati alla giustizia sarebbe ora di andare a fondo a questo fenomeno,  la cui sola propaganda rappresenta un reato per la legge italiana.
“Questo episodio, ultimo di una serie, testimonia l’effettiva e concreta pericolosità di nuclei che si ispirano a valori antitetici a quelli sui quali si basano le nostre società democratiche”. Così  in una nota congiunta dal presidente dell`Unione delle comunità ebraiche italiane (Ucei), Renzo Gattegna, e dal presidente della Comunità ebraica di Napoli, Pier Luigi Campagnano.
“È adesso necessario andare a fondo del problema, indagare, approfondire e verificare se la formazione di questi gruppi, alcuni dei quali partecipano anche alle prossime consultazioni elettorali, sia stata effettuata nel rispetto delle leggi e dei regolamenti in vigore a difesa dei principi di libertà e di eguaglianza”. L`appello dell`Ucei  – continua la nota – è perché si ribadisca  un no fortissimo da parte di tutti coloro che amano e
credono nella libertà contro chi prova a diffondere odio e violenza; massima attenzione verso ogni manifestazione di razzismo, antisemitismo e xenofobia; individuazione dei responsabili e applicazione delle sanzioni previste dalla legge”.
Chissà se dopo questo ennesimo episodio Beppe Grillo avrà il coraggio di rispondere a chi gli domanda se è antifascista che il problema non gli compete.

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