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Il presidente invita a non abbassare la guardia, a “vigilare e reagire contro persistenti e nuove insidie di negazionismo e revisionismo magari canalizzate attraverso la rete.

Il presidente invita a non abbassare la guardia, a “vigilare e reagire contro persistenti e nuove insidie di negazionismo e revisionismo magari canalizzate attraverso la rete. A fronte di queste parole vengano alla mente le dichiarazioni di Silvio Berlusconi il quale, nel giorno dedicato al ricordo delle vittime del nazismo, pur affermando che le leggi razziali erano “la peggior colpa di Mussolini”, dichiarava che il Duce “per tanti altri versi, aveva fatto bene”.A sua difesa arrivavano esponenti del Pdl improvvisati storici  che falsificavano la realtà della tragedia vissuta dall’Italia, a partire dalla marcia su Roma nel ’22. Napolitano ha dato una lezione di storia e civiltà.

C’è da interrogarsi con sgomento – ha detto Napolitano – sia sul circolare, tra giovani e giovanissimi, di una miserabile paccottiglia ideologica apertamente neonazista sia sul fondersi di violenze di diversa matrice. Da quella del fanatismo calcistico a quella del razzismo innanzitutto antiebraico. In Italia, propagande aberranti si traducono in diverse città in fatti di violenza e contestazione eversiva da parte di gruppi organizzati”. Napolitano non esita a bollare questi episodi come “mostruosità” che “sollecitano la più dura risposta dello Stato e la più forte mobilitazione di energie”. Il riferimento, non troppo velato, va al recente spiacevole fatto di cronaca, accaduto in quel di Napoli, che ha visto protagonisti alcuni estremisti di destra che progettavano di violentare una studentessa universitaria ebrea. Napolitano, nel corso del proprio intervento, afferma anche che “in Italia ormai c’è consapevolezza dell’aberrazione introdotta dal fascismo con l’antisemitismo” e “dell’infamia delle leggi razziali del 1938”. Per questo motivo, il presidente ritiene di “poter dire che si sono in questi anni consolidati, nella coscienza democratica del nostro  paese, alcuni fondamentali punti fermi. Innanzitutto, il rifiuto intransigente e totale dell’antisemitismo in ogni suo travestimento ideologico come l’antisionismo. Perché in gioco – conclude – non c’è solo il rispetto della religione, della cultura ebraica. Ma insieme con esso il riconoscimento delle ragioni spirituali e storiche della nascita dello Stato di Israele, e quindi del suo diritto all’esistenza e alla sicurezza”. Pier Luigi Bersani ritiene un richiamo “forte, come al solito pertinente, e molto giusto” quello del presidente sulla vigilanza verso rischi di revisionismo delle aberrazioni del fascismo. “Credo che le parole del capo dello Stato –  dice Bersani – segnalino anche la gravità di fenomeni che appaiono nel nostro Paese. E’ un richiamo alla vigilanza democratica, a tenere alti i valori costituzionali”. Per Mario Monti, invece, le parole di Napolitano “rispecchiano fedelmente i valori alla base della nostra Costituzione e della nostra appartenenza all’Europa”.

 

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