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Elezioni. Impazzano i sondaggi. Gli indecisi, meglio chiamarli con un altro nome

ROMA – I sondaggi impazzano in vista delle politiche del 24 e 25 febbraio. Secondo le rivelazioni del sondaggio Tecnè per Skytg24, il  Centrodestra, Lista Monti e il M5S sarebbero in crescita, mentre il centro sinistra calerebbe di qualche punto, tanto che la distanza tra i due schieramenti si sarebbe ridotta scendendo sotto la soglia del 5%.

Ieri il sociologo e analista di flussi elettorali, ospite fisso a Porta a Porta, Renato Mannheimer, ha perfino azzardato che  l’acquisto di Mario Balotelli al Milan avrebbe agevolato il Pdl. Un fatto alquanto anomalo.Come se una squadra di calcio e un partito fossero unite dallo stesso destino.  

Comunque vadano le cose,  sul fronte delle coalizioni si è registrato un calo da parte della formazione del centrosinistra che scenderebbe al 33,6% (-0,2%), mentre quella di centrodestra otterrebbe il 28,7% (+0,1%). I riformatori civici di Mario Monti guadagnano il 13,8% (+0,2%), mentre il Movimento 5 Stelle avrebbe il 15,7% (+0,5%), Rivoluzione civile otterrebbe il 4,7% (-0,1%). In base ai dati rilevati per i singoli partiti, il Pd si attesterebbe al 29,8% (+0,1%), Sel al 3,3% (-0,2%). All’interno del centrodestra, il PdL avrebbe il 20% (+0,2%) dei consensi, la Lega Nord sarebbe al 5,8% (+0,3). L’Udc otterrebbe il 3,6% (-0,1%), mentre Scelta civica al 9,5% (+0,4%). Il Movimento 5 Stelle  aggiungerebbe il 15,7% (+0,5%), Rivoluzione civile il 4,7% (-0,1%), Altri al 7,6% (-1,1%).

Ma tra i sondaggi che tentano di azzeccare un probabile risultato ce n’è uno che  la dice lunga sul cosiddetto conflitto d’interessi, che la politica stessa non ha mai affrontato seriamente. Stando a quanto rileva l’Atlante Politico di Demos 6 italiani su 10 si faranno un’idea su chi votare esclusivamente sulla base di quello che vedranno in tv. Il che significa che almeno alle politiche chi meno appare e meno chance ha di essere eletto e di far valere le proprie idee.
Lo stesso Beppe Grillo, che si dice contrario alle apparizioni televisive, tanto da aver epurato dei suoi militanti per aver trasgredito alla regola, ha deciso che una settimana prima delle elezioni sarà nel piccolo schermo. “Faremo una sorpresa”, ha detto durante il suo Tsunami Tour a Ravenna. “L’ultima settimana della campagna elettorale vado in tv, vedremo dove, sceglieremo una radio e un programma tv”.  Insomma contro ogni previsione anche il leader del M5S abbandona per un attimo le piazze e soprattutto la “rete”.

E infine ci sono i cosiddetti indecisi che oggi si attestano al 35,7%, anche se alcuni di loro obiettano per questo soprannome che i media gli hanno affibbiato. Preferiscono farsi chiamare “incazzati”, oppure “delusi”, o ancora “indignati”, perchè esprimono meglio il senso della loro disaffezione alla politica.
Da una recente ricerca apparsa su Famiglia cristiana i più indecisi sarebbero i cattolici, quindi prevalentemente coloro che si potrebbero collocare nel centro del panorama politico.
Un 16%, non avrebbero deciso neppure chi votare, mentre un 21% non esclude di poter cambiare idea all’ultimo momento.

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