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Dopo mezzora di sondaggi uno non ce la fa più specie se è passata la mezzanotte. Vespa ci presenta gli immancabile Mannheimer e la Ghisleri, sondaggista berlusconiana per la quale il cavaliere, in un modo o nell’altro vince sempre.

E l’epilogo di una giornata televisiva con telegiornali, talk show si sbizzarriscono nel toto elezioni.  Il  sondaggio che ci perseguita passando da Rai, La 7, Sky che ce ne propina uno ogni giorno in ogni telegiornale, non si limita a prevedere i voti di questo o qual partito, di questa o quella coalizione. No, non basta. C’è la graduatoria dei premier preferiti, di quelli più affidabili,  di quello che prevedi vinca,di cosa chiederesti al governo,  ci manca di dire se maschio o femmina e il colore dei capelli. Ora la sondaggistica ha allargato i suoi orizzonti. Si cimenta con il voto nelle singole regioni, in quelle che decidono se  al Senato c’è o non c’è una maggioranza. Insomma praticamente si può non andare a votare, basta fare una media dei diversi sondaggi e tutto è fatto. Si potrebbero risparmiare tanti bei soldoni che Monti metterebbe subito in conto per il pareggio di bilancio. Non c’è bisogno di aver studiato statistica, branca sondaggi, per capire che la media dei risultati è una  operazione che non ha senso. Perché si tratta di operazioni effettuate con diverse metodologie di rilevamento  Sondaggi farlocchi, tanta è la differenza  fra le diverse previsioni .

Di Pietro da spettacolo. Grida, strabuzza gli occhi, il nemico è Fassina

Se non bastasse a rendere  questa campagna elettorale, una fra le peggiori, forse èproprio al primo posto nella graduatoria dell’osceno politico, ci si mettono i talk show. I conduttori hanno perso il controllo, o hanno voluto perderlo. Il confronto fra le diverse forze politiche in campo invece di svolgersi sui problemi, i progetti, le proposte è il trionfo degli urlatori,  di chi offende, racconta balle,faslifica la realtà. L’avversario diventa il nemico da battere, da distruggere. Seguendo in parallelo, il massimo del masochismo, parti di Servizio pubblico e di Porta a porta,il premio dell’osceno se lo aggiudicano Antonio Di Pietro e Maurizio Gasparri. Quello che era il capo dell’Idv, ormai ridotta a qualche brandello, è pieni astio, di odio nei confronti del Pd. Se la prende con Stefano Fassina, lo investe, un torrente in piena,lo accusa, lui e il suo partito di tutti i mali del mondo. In primo luogo di essere responsabile della vicenda Monte Paschi di Siena. Fa anche dell’ironia, “provo pena per Fassina”.Di Pietro mostra  di non conoscere alcunché di questa brutta storia italiana. Parla di Bankitalia senza conoscere la leggi, si sbraccia, strabuzza gli occhi, un vero spettacolo  con il pubblico che si sbellica dalle risate. Luii, che ha distrutto il suo partito, non se ne accorge neppure, tanto è invasato. Dando non era dei migliori. E Santoro che fa? Niente, lascia correre. Anzi, se la prende con Fassina perché ha osato dire che lo spettacolo non è dei migliori.  Il conduttore si risente per l’uso della parola spettacolo. Forse ha ragione il suo vero grande attori è Berlusconi. Il povero di Pietro al suo confronto è un guitto.    

Violento attacco di Gasparri a Pd e Luigi Berlinguer. Vespa guarda

Andiamo a Porta a porta. Vespa dopo la serata sui sondaggi dove versol’una di notte dice, ira passiamo discutere i problemi che sono molto e importanti,ma chi lo ascolta a quell’ora, passa ad un’altra serata in cui la parte del leone la fa Maurizio Gasparri. Ne dice di tutti i colori contro il Pd, accusa di aver preso i soldi delle tangenti del Monte dei Paschi, offende Luigi Berlinguer che è stato Rettore dell’Università di Siena. Dopo di lui, dice, si è scoperto il disastro. Ne mette in dubbio l’onestà Sereni parlamentare del Pd, è indignata, Berlinguer,presidente della Commissione di garanzia è pwersona stimata da tutti. Vespa ascolta con il viso imbronciato. Arriva Zurlo giornalista berlusconiano e la dose rincara.  Di fronte a questo scandaloso, corrotto, Pd, disegnato dalla combriccola berlusconiana si cerca di far apparire, il Pdl  come il giardino d’infanzia degli onesti. Dimentica che il suo padrone, il cavaliere Berlusconi, ha qualche guaio con la giustizia e anche una bella condanna in primo grado. Che leliste presentate alle elezioni sono piene di indagati, accusati, sotto processo, condannati.  Ci si mette anche Marco Pannella che non trova di meglio di lanciare pesanti accuse contro Napolitano.Avrebbe commesso reati a tutto spoiano perché non ha inviato messaggi alle Camere. Povero Marco a cosa sei ridotto.

Due domande ci facciamo:  ma i talk show non dovrebbero servire ad “informare“ i cittadini sulle posizioni dei diversi partiti in merito ai grandi problemi del Paese.  Che sono  quei 2 milioni 875 mila persone senza lavoro a fronte di un Di Pietro e un Gasparri? Dei poveracci che non fanno audience. Lo spettacolo deve continuare. Seconda domanda per gli esponenti del Pd: perché non se ne vanno quando i conduttori non sono in grado di mantenere una trasmissione nei limiti della decenza ?.

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