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La Borsa affonda tra spread e mazzette. Indagato Scaroni (Eni)

ROMA – A mandare a picco la borsa di Milano ci hanno pensato oggi l’ENI e lo spread. L’Amministratore delegato di ENI, Paolo Scaroni, risulta infatti indagato nell’inchiesta della procura di Milano su presunte tangenti pagate da Saipem in Algeria e su questa notizia il titolo della società petrolifera ha lasciato a terra il 4,62 per cento del proprio valore.

Lo spread ha invece continuato il movimento ascendente cominciato nei giorni scorsi fino a tornare a sfiorare i 300 punti base e, soprattutto, a far paura.

Nell’ambito dell’inchiesta su una presunta grossa tangente, quasi 200 milioni di euro sarebbe l’entità della “busta”, la Guardia di Finanza ha in corso perquisizioni della residenza di Scaroni, Ad di Eni, a Roma e della sede dell’Eni a San Donato Milanese oltre che degli uffici di Saipem.
Oltre a Paolo Scaroni, sono sette gli altri indagati nell’inchiesta della procura di Milano, che ipotizza il reato di corruzione internazionale.

Indagati anche alti funzionari di Saipem

A finire nel registro degli indagati, non solo i manager che erano stati raggiunti da un avviso di garanzia il 5 dicembre scorso, e che erano stati oggetto di un comunicato della società, ma anche altri funzionari di Eni e Saipem.
Sono indagati, in particolare, Pietro Varone, Ceo dell’area Engineering&Construction di Saipem, Nerio Capanna, vice presidente Saipem, Tullio Orsi, ex direttore generale di Saipem Algeria, Pietro Franco Tali vicepresidente e ad di Saipem, Alessandro Bernini, ex direttore finanziario di Eni, e Antonio Vella, responsabile di Eni per il Nord Africa.
Sono inoltre indagati, nell’ambito della medesima inchiesta, l’intermediario Farid Noureddine Bedjaoui e le società Eni e Saipem.
Le società sono indagate come previsto dalla legge 231 sulla responsabilità amministrativa degli enti.

200 milioni di mazzette in Algeria

200 milioni di mazzette in Algeria. E c’entra anche il nipote di….
Stando a quanto ricostruito dai magistrati di Milano titolari del fascicolo, De Pasquale, Baggio e Spadaro, a tenere le fila della trama di corruzione sarebbero stati Pietro Varone e Alessandro Bernini che avrebbero tenuto i rapporti con la società dell’intermediario, la Pearl Partners, per conto dell’Eni. Sarebbero inoltre emersi documenti circa legami economici tra Bedjaoui e la ex moglie di Varone.
I magistrati sarebbero infatti risaliti ad alcuni versamenti all’azienda agricola di Varone, di cui lo stesso Bedjaoui sembra, allo stato delle indagini, essere socio. L’intermediario algerino, oltre a essere un uomo d’affari, è’ il nipote dell’ex ministro degli Esteri dell’Algeria, e viene descritto come il tramite per ottenere qualcosa dall’allora ministro dell’Energia, Chekib Khelil.

Scivolone in borsa. Listini pesanti

Chiude decisamente negativa piazza Affari al termine di una seduta trascorsa per la gran parte della giornata all’insegna del segno più.
L’indice ha cambiato direzione in chiusura sulla scia del peggioramento di Wall Street per poi virare al peggio su spread ed indagine ENI.
L’indice Ftse Mib ha chiuso con un ribasso dell’1,22% a 16.400,5605 punti, mentre il Ftse All Share ha lasciato sul terreno l’1,39% a 17.333,6992 punti.
A mandare a picco l’indice il brusco scivolone del titolo Eni, che chiude a meno 4,62% a 17,33 euro. Tra le società del gruppo petrolifero la Saipem ha invece messo a segno un rialzo del 5,26% dopo aver  comunicato di aver ottenuto nuovi contratti per un valore totale di circa 3,2 miliardi di euro dalla fine di novembre ad oggi.
Chiudono male anche Snam (-2,16%), Banco Popolare (-2,13%) e Bpm (-2,02%).
Tra le Blue chip bene Mps (+ 4,08% ) dopo la conclusione della verifica sul portafoglio e la ripulitura dei conti.

Spread. Segnali negativi. Sfiora la quota 300

Lo spread tra i BTp a dieci anni e gli omologhi titoli emessi dal governo tedesco, i Bund, chiude in lieve rialzo arrivando a sfiorare la soglia dei 300 punti base. In chiusura il differenziale si è infatti attestato a 297 punti base, con un aumento di 1 centesimo rispetto alla chiusura di ieri.
In lieve rialzo anche il rendimento del BTp decennale che si attesta al 4,58%.
Anche gli altri paesi periferici accusano un lieve rialzo dello spread tra i loro titoli di stato ed i Bund.
La Spagna fa segnare 363 punti base in più del pari scadenza tedesco ed il Portogallo arriva a 522 punti base con un rialzo di 30 centesimi.

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