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ROMA – Alta qualità e innovazione sono le nuove sfide dell’extra vergine made in Italy, costretto da una concorrenza spietata, a diversificare la propria offerta con un prodotto di categoria superiore.

Nel 2012, in Italia,   sono stati venduti  circa 218milioni di litri di olio; per le Dop si nota una leggera crescita  per quanto riguarda i volumi  (+1%) e una  stabilità per il valore;  per il bio la crescita si riscontra sia nei volumi, sia nei valori (rispettivamente +1% e +3%). Questo significa  che l’extra vergine convenzionale è sottoposto ad una forte pressione promozionale che soddisfa una domanda di massa sensibile al prezzo; ma è sull’alta qualità che si gioca la partita del prodotto italiano.  

Le regole comunitarie con  il Reg. 182/09 hanno cercato di regolarizzare l’effetto della globalizzazione  rendendo obbligatoria l’indicazione dell’origine sull’etichetta ma poco hanno saputo esprimere sul concetto della qualità. Per offrire al consumatore finale un prodotto di alta qualità Cno ed Unaprol, le due organizzazioni nazionali dei produttori di olio di oliva, stanno conducendo, insieme ad altri attori della filiera olivicola nazionale “Una battaglia a favore della trasparenza, della qualità e della tutela del reddito degli agricoltori, afferma Gennaro Sicolo, presidente del Cno,  “in questo modo le aziende potranno distinguere la loro offerta sullo scaffale con un prodotto che sia certificato con l’alta qualità italiana”. Qualità che presuppone una differenziazione della classe dell’extravergine che si presenta molto ampia in termini di gamma di prezzi, con forti differenze (+120%) tra le quotazioni degli oli DOP e IGP e il prodotto extra vergine base.

 “E’ in tale contesto – avverte Massimo Gargano, presidente di Unaprol che si percepisce l’esigenza di uno strumento accessibile per tutti gli operatori che agevoli una comunicazione più efficace relativa ad un prodotto di categoria superiore. All’esame della Conferenza Stato-Regioni – ha dichiarato Gargano – c’è il testo del decreto ministeriale, in via di definizione da parte del Mipaaf, che dovrà istituire il Sistema di Qualità Nazionale (SQN) per l’olio extra vergine di oliva di alta qualità. Una corsia preferenziale – ha concluso – che in aggiunta alla legge salva made in Italy dell’olio extra vergine di oliva recentemente entrata in vigore, potrà far affiorare quella qualità diversa e distintiva del nostro olio rispetto agli standard stabiliti dalla regolamentazione comunitaria vigente sulla denominazione di origine obbligatoria in etichetta e sui claims salutistici”.

 “ Il riconoscimento di una nuova tipologia di prodotto, in accordo con le opportunità offerte dal SQN, ha aggiunto Pietro Sandali, direttore generale di Unaprol,  assicura agli operatori olivicoli più virtuosi, uno strumento oggettivo e ufficiale per differenziare il proprio prodotto facendo leva su una serie di valori che richiamano aspetti connessi alla salute, al benessere, all’ambiente e alla responsabilità sociale dell’impresa, oggi sempre più apprezzati da parte dei consumatori dei paesi sviluppati”.

                               

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