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L’assemblea regionale ricorda la tragica scomparsa di Giuseppe Burgarella

 

PALERMO – «La situazione dell’edilizia in provincia è disastrosa. Il lavoro nero dilaga e nel 2012 i lavoratori sono diminuiti di oltre il 30 per cento pari a 3 mila unità. Bisogna premere sulle stanze dei poteri dove i lavori appaltati sono stati chiusi nei cassetti con i soldi».
A snocciolare dati che sono anzitutto volti e storie, non è un sindacalista, ma un lavoratore.O meglio un “ex”. Giuseppe Scavuzzo, padre di 2 bambini e disoccupato,è una delle 5.073 “vittime” mietute dalla crisi dell’edilizia nel trapanese nell’ultimo quinquennio.
Lo si incontra all’assemblea regionale della Fillea Cgil ospitata ieri nell’aula del Consiglio provinciale dove i dirigenti nazionali, regionali e provinciali hanno presentato il “Piano per il lavoro in Sicilia”.
Un appuntamento in origine palermitano ma poi spostato a Trapani in ricordo di Giuseppe Burgarella, il sindacalista e operaio edile che si è tolto la vita una settimana fa.
L’identikit dell’edilizia trapanese è quello di un settore in agonia. «Dai dati della Cassa edile – evidenzia il segretario provinciale della Fillea Franco Colomba – emerge che tra il 2007 e il2012 i lavorativi attivi sono scesi da 11 mila a 6.800. Ben 5073 dei 52 mila posti di lavoro persi a livello regionale riguardano Trapani.
Inoltre 622 imprese hanno chiuso i battenti, la massa salariale si è ridotta di 35 milioni di euro e si sono perse 4.730.000 ore lavorate». Uno scenario apocalittico a cui il sindacato attribuisce una responsabilità politica.
«Siamo convinti – incalza Colomba – che sia stata dedicata scarsa attenzione a questi problemi e che vi sia nelle istituzioni e nella politica scarsa consapevolezza della gravità delle condizioni in cui vivono milioni di famiglie. L’economia è ferma. Il fenomeno del lavoro nero e le infiltrazioni mafiose negli appalti tendono a incrementarsi e a favorire imprese illegali ».
Da qui la proposta della Cgil. un “vero e proprio Piano Marshall” come lo definisce il segretario regionale della Fillea Franco Tarantino che punti su «riassetto idrogeologico, consumo di suolo zero, riqualificazione urbana e infrastrutture». «Entro il 2013 – avverte il segretario nazionale della Fillea Walter Schiavella – devono riaprire i cantieri altrimenti la struttura produttiva del settore verrà meno». L’imperativo è creare nuove occupazioni. Per non morire più di lavoro. O di non lavoro.

 

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