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Lavoro, dignità, diritti: questa la mappa di  Di Vittorio sul tema della migrazione. Una lezione fondamentale per il nostro presente

 
ROMA – La vita e l’opera di Giuseppe Di Vittorio hanno segnato in modo indelebile la storia del Novecento italiano. Figura ancora oggi grandemente apprezzata e ricordata nel mondo del lavoro, Di Vittorio è stato protagonista con la sua instancabile attività politica e sindacale di una lunga serie di battaglie sociali, che hanno contribuito al progresso dell’Italia e al miglioramento generale delle condizioni dei lavoratori.
Questo volume affronta per la prima volta un aspetto meno conosciuto, ma oggi attualissimo, del suo percorso: l’attenzione ai fenomeni migratori. Di Vittorio segue la questione migratoria in luoghi e tempi diversi: nella Puglia di primo Novecento, dove le migrazioni stagionali e le migrazioni all’estero sono all’ordine del giorno; nella Francia dove lui stesso vive come esule durante il fascismo a fianco alle comunità italiane emigrate; nell’Italia della ricostruzione dove al termine del secondo conflitto mondiale è molto forte la ripresa dell’emigrazione di massa. Nei suoi scritti, sono numerose le tracce che ricostruiscono questo interesse: interventi sindacali, articoli sui giornali, interrogazioni parlamentari, spunti di elaborazione politica.
La caratteristica più importante che emerge da questi materiali è la lettura lucida che Di Vittorio dà dei fenomeni migratori e degli interventi politici e sindacali che possono sostenere l’esperienza migratoria. Il nesso tra la tutela del lavoro, i diritti sociali e la dignità umana affermato da Di Vittorio permette ai suoi interventi di avere un approccio pragmatico, capace di elaborare proposte concrete in materia, negli anni dell’esilio antifascista come in quelli dell’Italia repubblicana. Questa attenzione al nesso tra lavoro, diritti e migrazioni può rappresentare oggi una lezione fondamentale per raccogliere la sfida delle attuali migrazioni di massa, dove lo sfruttamento e il razzismo – vecchio e nuovo – giocano un ruolo fondamentale e l’elaborazione di proposte e iniziative capaci di contrastarli fanno sempre più fatica a farsi largo.

Giuseppe Di Vittorio (1892-1957), dirigente sindacale e uomo politico, ha guidato fin dal primo Novecento le lotte contadine in Puglia. Esule durante gli anni del fascismo, ha combattuto nella guerra di Spagna ed è stato nel 1944 tra i fondatori della Cgil, di cui ha ricoperto la carica di segretario generale. È stato anche presidente della Federazione sindacale mondiale, deputato alla Camera e membro dell’Assemblea costituente.

Michele Colucci è ricercatore presso il Cnr, Istituto di studi sulle società del mediterraneo. Insegna Storia contemporanea all’Università della Tuscia e al Master in Politiche dell’Incontro e della Mediazione Culturale a Roma. Con Donzelli ha pubblicato Lavoro in movimento (2008), ha curato il volume di William Beveridge La libertà solidale (2010) ed è stato tra gli autori dei due volumi di Storia dell’emigrazione italiana (2001-2002).

 

Collana Saggi Storia e scienze sociali
pp. 200 │ € 24,00
ISBN 978-88-6036-739-6

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