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Borse europee al rialzo ma economia in contrazione. Piazza Affari alla prova del voto

TRIESTE – L’ultima seduta della settimana borsistica si apre, dopo la debâcle che ha visto ieri Piazza Affari maglia nera del generale tracollo europeo, alla ricerca di un rimbalzo, nonostante i dati comunicati oggi sull’economia del Vecchio Continente ne confermino la contrazione e l’Istat abbia convalidato il leggero aumento dell’inflazione del Bel Paese, attestatasi al 2,2% a gennaio.

Un contesto generale all’insegna del perdurare della crisi economica dunque, tanto che gli esperti dell’Unione Europea prevedono per l’esercizio in corso un calo del PIL (Prodotto Interno Lordo) italiano nell’ordine dell’1% e l’attestarsi del debito pubblico al 128,1% del PIL, dati che fanno inevitabilmente slittare il momento della ripresa e dell’uscita dalla recessione al 2014 dal secondo semestre di quest’anno: un quadro generale che trasforma la tornata elettorale di questo week end in uno dei grandi appuntamenti del 2013, stante il ruolo chiave che l’Italia gioca all’interno degli equilibri dell’Eurozona.
L’esito del voto avrà importanti conseguenze sulle variabili macroeconomiche: la mancanza di un Governo stabile e unito e l’ipotesi di un ritorno al voto nel breve non solo potrebbero impedire l’approvazione di manovre in grado di sostenere la crescita, ma peserebbero anche sul sentiment degli operatori; non a caso quando il mercato si accorge che i fondamentali economici, industriali e finanziari di un Paese non sono tali da sostenere valutazioni troppo alte degli indici e dei titoli di Borsa cade in balia della volatilità, mentre quello del debito segue la logica della ragione: ridurre i rischi per tornare su asset sicuri.
Così, per non sfigurare all’appuntamento con le urne, Piazza Affari (FTSE Mib +1,07%, FTSE Italia All-Share +1,00%) e le principali Borse europee chiudono in positivo (Parigi +1,70%, Francoforte +0,63%, Londra +0,54%) l’ultima seduta della settimana; a far prevalere gli acquisti tra gli operatori è stata la crescita della fiducia degli imprenditori tedeschi, che ha superato le attese degli analisti, e, sul fronte domestico, il recupero dei titoli del comparto finanziario (UBI Banca +3,12%, Montepaschi +1,94%), spinti dai dati di fine anno di Generali (+0,88%) e dalla notizia secondo la quale le banche europee sarebbero pronte a restituire alla BCE (Banca Centrale Europea) una parte consistente dei prestiti LTRO (Long Term Refinancing Operation, piano di rifinanziamento a lungo termine).
Sul fronte del debito sovrano si registra una flessione degli spread dopo lo strappo al rialzo realizzato ieri; la differenza di rendimento tra il titolo italiano con scadenza a dieci anni (Btp novembre 2022) ed il corrispondente tedesco (Bund) è in leggero ripiegamento a quota 289 Bp (Basis point, punti base) rispetto ai 292 punti della chiusura di ieri, con una cedola attorno al 4,44%.

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