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Conclave, la rosa dei favoriti e la “mano invisibile” dello Spirito Santo

 CITTA’ DEL VATICANO –  Da una parte gli italiani; dall’altra i curiali.

Tutto sembra orbitare intorno a questi due poli. In Conclave, l’Italia, con i suoi 29 elettori, è la nazione che teoricamente ha maggiori possibilità di esprimere il futuro pontefice. Da soli, e neanche con l’apporto di tutti i cardinali europei, non riuscirebbero comunque a raggiungere i due terzi necessari per eleggere il successore di Benedetto XVI. Nel frattempo, si assottiglia sempre più la rosa dei favoriti. In pole, il prefetto dei vescovi Marc Ouellet, 68enne, l’arcivescovo di Milano Angelo Scola, 71enne, e l’arcivescovo di San Paolo Odilo Scherer, 63enne. Al momento, nessuno dei tre può contare sui 77 voti necessari per salire al soglio di Pietro. Altro cardinale che sembra avere buone possibilità è sicuramente Gianfranco Ravasi. Tre outsider infine sembrano potersi inserire nella corsa godendo della stima di gran parte del mondo cattolico: il 68enne arcivescovo di Boston, Sean O’Malley, l’austriaco Cristopher Schoenborn, 67 anni, e, soprattutto il giovane cardinale tailandese, Luis Antonio Tagle, 55 anni. Una personalità altamente carismatica accostata al gigante Karol Wojtyla.    

Scola, cardinali italiani si spaccano

Il candidato italiano più forte è certamente Scola. Nel più totale rispetto della tradizione, anche in questa occasione, i porporati del Bel Paese sono spaccati. A tal riguardo, il nome di Scola non sarebbe ben visto dai bertoniani. Diversamente dal cardinale Angelo Bagnasco che sarebbe pronto a sostenere l’arcivescovo di Milano. Il cardinale Camillo Ruini, invece, potrebbe appoggiare anche un americano. A sostenere soprattutto Scola sono certamente alcuni vescovi europei tra i quali lo spagnolo Antonio Maria Rouco Varela, il croato Josip Bozanic, i francesi André Vint-Trois e Jean-Pierre Ricard, l’olandese Willem Jacobus Eijk. I curiani questa volta preferirebbero un Papa che rompesse di netto ogni legame col passato. Per questo, pare stiano pensando ad un Papa extra-europeo. Su tutti, al cardinale Oullet.

I pronostici e lo Spirito Santo

Fare pronostici è un esercizio inviso alla Chiesa, si sa. Del resto, lo aveva ribadito nel corso di una conferenza stampa il portavoce Vaticano, padre Lombardi. Infatti, si dice che, al momento del voto, la mano dei cardinali sia sempre guidata dallo Spirito Santo. E questa pare l’unica ineluttabile certezza a sopravvivere ancora in mezzo ad un oceano di incognite e misteri. Tutti da svelare.

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