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Il Paese ha bisogno del governo per il cambiamento

ROMA – La scelta del presidente Napolitano di continuare a garantire un punto di riferimento solido e unanimemente apprezzato, in una fase così difficile, consente di cercare le soluzioni ai problemi del Paese che non siamo riusciti a trovare in questi giorni.

Il governo di cambiamento rimane necessario, come gli elettori hanno inequivocabilmente manifestato, e restano necessarie anche le riforme costituzionali, la riforma elettorael da attuare con la massima convergenza possibile. Il Parlamento continuerà a lavorare, a partire dalle commissioni speciali di Camera e Senato insediate la settimana scorsa, per dare i pareri sugli atti del governo. In primo luogo affronteremo lo sblocco dei pagamenti dello Stato alle imprese per 40 miliardi. Le forze politiche, dal canto loro, dialogheranno al fine di trovare le soluzioni sul versante del governo e delle riforme. Il cambiamento radicale che abbiamo proposto sul terreno della moralità e sulle emergenze economico-sociali resta la priorità. Le difficoltà in cui siamo derivano anche dal fatto che soluzioni diverse da quella avanzata da Bersani hanno un potenziale di cambiamento decisamente minore. Dunque, quel doppio binario – governo e Convenzione per le riforme costituzionali – resta la strada migliore per rispondere alle sfide che abbiamo di fronte. Non c’è un problema Bersani o un problema Pd: quel governo semmai è un’opportunità che l’Italia rischia di perdere. Altre soluzioni, a partire dal governissimo, rischierebbero di allargare la distanza tra cittadini e istituzioni. Le prossime saranno giornate in cui continueremo a cercare un confronto tra le forze politiche per seguire il percorso che abbiamo indicato. Ci sono delle misure da approvare e un lavoro politico da fare.

Saranno giornate di confronto approfondito. La nostra proposta è incisiva, risponde alle emergenze del Paese ed è ancora in campo. Mi aspetto dei passi avanti. 
Noi ci siamo rivolti dall’inizio a tutto il Parlamento, con gli 8 punti che presentavano oggettivamente delle difficoltà per chi finora si è opposto a una seria legge anti-corruzione e sul conflitto di interessi. È stato giusto rivolgerci anche agli eletti del partito di Grillo, parlando di programmi e cercando un coinvolgimento nell’elezione dei presidenti delle Camere. Loro si sono assunti la responsabilità di chiamarsi fuori rispetto a un percorso di cambiamento che risponde anche alle domande di una parte dei loro elettori.

IN questo quadro sono impraticabili sia la strada di un’alleanza politica, sia quella di una nuova “strana maggioranza”. Abbiamo già visto nella scorsa legislatura le difficoltà a portare avanti serie proposte di cambiamento col Pdl: per questo bisogna distinguere tra governo e riforme costituzionali da scrivere tutti insieme. Vorrei ricordare a tutti che il Berlusconi, che oggi usa toni apparentemente responsabili, è lo stesso che tre mesi fa ha provocato la brutale conclusione del governo Monti, senza preoccuparsi delle conseguenze,
Sull’altro versante importante e significativo, quale l’elezione del nuovo Capo dello Stato bisogna individuare una figura di garanzia, ricercando la più ampia convergenza. 

Per quanto concerne il Pd Bersani ha ripetuto  la disponibilità del Pd a sostenere il percorso indicato dal presidente Napolitano. Il Pd deve avere più fiducia in se stesso, superare lo spaesamento post-elettorale. Siamo la prima coalizione nel Paese, l’unica forza attorno a cui si può costruire un futuro di lavoro, sviluppo ed equità. Dobbiamo rimboccarci tutti le maniche perché l’Italia in questa fase ha drammaticamente bisogno di noi. La democrazia ha le sue regole, la coalizione che ha la maggioranza alla Camera è quella guidata da Bersani, dunque è giusto che chi ha più voti provi a costruire il governo. Poi ci sono aspetti programmatici del partito di Grillo che rischiano di portare il Paese a fondo, dall’ambiguità sull’euro a quella sul debito pubblico. Hanno raccolto una domanda seria di cambiamento, ma non sembrano avere la capacità di assumersi le responsabilità conseguenti.

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